La mia Kathmandu

Quanto mi manca Kathmandu. Con il suo traffico incessante, i milioni di abitanti, le strade dissestate, la polvere che smetti di respirare solo quando piove… e cammini nel fango. Ma se la conosci, non puoi fare a meno di tornarci, in questo inferno che è paradiso con i suoi templi disseminati ovunque, nelle grandi piazze o in minuscole viuzze. E poi Kathmandu è tappa obbligatoria per ogni viaggio che si decida di intraprendere in Nepal: che sia culturale, religioso o che porti verso le sue incredibili montagne. Io sono arrivata ai 4.000 metri di Muktinath sull’Annapurna: un tempio straordinario che rappresenta uno dei luoghi di pellegrinaggio più sacri per gli Hindu e per i buddisti con la sua fiamma eterna alimentata da gas naturale e le 108 fonti sacre.

A Kathmandu dove convivono buddisti, induisti, musulmani e una piccola percentuale di cristiani la vita ha un altro ritmo e la calma, la semplicità e i sorrisi della gente ti trasportano in una dimensione diversa. Quasi surreale. Non credo che esista al mondo un posto in grado di trasmettere più pace di questo: ed è un paradosso se si pensa ai disagi con cui è costretta a vivere la maggior parte della popolazione; da ultimi i lavori di ristrutturazione causati dal terremoto del 2015 con  danni alle abitazioni e a luoghi simbolo come Durbar Square davvero ingenti.

Thamel

Thamel è il suo cuore pulsante: dedalo di vie in cui amo perdermi tra piccoli negozi, innumerevoli tuc tuc, luoghi di preghiera, turisti e vita reale. Certo, l’area è commerciale, ma anche qui si possono fare buoni affari. Se amate le pietre preziose andate da Gem’s Empire: vi accoglierà Mohammed Afsar che da oltre vent’anni offre il meglio che possiate desiderare in fatto di oro e gemme. Volete leggere un buon libro dedicato alla cucina orientale, allo yoga o alle filosofie buddiste? Il Tibet Book Store fa al caso vostro e troverete anche qualcuno che parla italiano. Come accade nella pizzeria più in voga della città, proprio di fronte alla libreria: anche questo è un locale che ha fatto storia. Si chiama Fire and Ice ed è stato inaugurato nel 1995 dall’italiana Annamaria Forgione che qui ha portato tanti prodotti del nostro Paese. Aperto tutto il giorno sforna pizza napoletana no stop ed è frequentato sia da locali che da turisti di ogni dove. E proprio a Thamel ha aperto il primo negozio di Bagels di tutto il Nepal. Si chiama Bagels Kathmandu e il sabato, insieme a tanti altri produttori locali, partecipa a La Sherpa Organic Market di Lazimpat: una piccola oasi del gusto con proposte che vanno dalle verdure alle spezie, dai piatti locali al caffè o ai formaggi. Se amate il cibo segnatevelo in agenda: è da provare.

Uscendo da Thamel, se volete assaggiare i Momo (i tipici ravioli nepalesi simili ai dumpling asiatici), fermatevi al Garden of Dreams. In primis per la bellezza e l’unicità del luogo, un giardino neoclassico costruito dal Kaiser Shamser negli anni ’20, ma anche perché all’interno del suo Kaiser Café (gestito dal Dwarika’s Hotel) si possono mangiare tra i migliori Momo della città.

Dwarika’s Hotel

E a proposito del Dwarika’s Hotel vi consiglio di andare a visitarlo anche se non vi soggiornerete e di gustarvi un cocktail o una cena in uno dei suoi raffinati ambienti: è sicuramente il miglior hotel della città e ha un’architettura newari capace di raccontare, da sola, lo splendore della valle di Kathmandu. Poco distante da qui si trova invece una delle meraviglie di questa città: l’immensa Stupa di Bodhnath dove ogni giorno migliaia di pellegrini si incontrano per camminare intorno alla cupola sotto gli occhi di Buddha. Un luogo colmo di emozioni: uno dei pochi al mondo dove la cultura buddhista tibetana si può manifestare liberamente senza restrizioni. Ecco perché qui intorno sorgono numerosi monasteri e tanti laboratori artigianali che producono dalle candele di burro alle campane tibetane. E se non volete avventurarvi da soli, ma avete bisogno di una guida turistica che parli correntemente l’italiano rivolgetevi a Keshab Hada Carlo (ada_kes@yahoo.it), il migliore di tutta Kathmandu.

Restando fuori dal centro cittadino, per degli ottimi acquisti, recatevi nel centro Babar Mahal Revisited: un complesso unico nel suo genere costruito nel 1919 e dedicato a eleganti negozi di abbigliamento, gallerie di designer, negozi di artigianato ed esclusivi ristoranti come Chez Caroline dove gustare ottimi piatti di ispirazione francese.

BabarMahal Revisited

Ma è Lazimpat la vera sorpresa gastronomica di questa città. L’area diplomatica situata a nord del centro di Kathmandu dove dicevamo, già da solo, La Sherpa Organic Market vale il viaggio. Tra i tanti prodotti proposti troverete anche il caffè di Nuwa Estate Coffee, prodotto dalle piante che si trovano nella valle di Kathmandu, nella regione di Nuwakot. Le 70 mila piante di caffè di proprietà crescono all’ombra di banani, alberi di avocado e di noci. Raccolto a mano nei mesi invernali dà origine a un Arabica 100%.

Poco distante dal Sherpa Organic Market si trova una pulita, silenziosa e accogliente guesthouse: Tings Kathmandu, ideale per riposare lontano dal frastuono e dal caos del centro città. Gestita da una coppia di europei propone anche una cucina genuina con incredibili dolci e una lista di tè (anche bianchi) da fare invidia a tanti locali italiani. Ma a Lazimpat potrete poi mangiare gli ottimi Momo di Momo Queen (anche al cioccolato), i grandi formaggi francesi sorseggiando vini europei da Vino Bistro, comprare miele e ottimo zafferano locale da Beyond the bee, tè e spezie da Sagarmatha Tea House. Cibo a parte, Zeab Rose è il negozio per abiti sartoriali e accessori in pelle, Ardor Knit & Weave per il miglior cashmere in città e Heirloom, su Ring Road, per i tessuti. Nilam Pandé, i cui lavori sono ordinariamente scelti dalle ambasciate presenti in città, vi accoglierà nel suo splendido showroom dove realizza tende, tovaglie, tappeti, ogni tipo di arredo per la casa con un’eleganza e una qualità persino superiori alle migliori boutique della nostra cara e vecchia Europa.

 

 

 

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