Galvanina: non solo acqua minerale naturale

Il mondo dell’acqua minerale naturale è più complesso di quello che sembra. L’ho capito durante una lunga chiacchierata con Rino Mini, patron di Galvanina che in quel di Rimini (e non solo) è una vera istituzione.

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Rino Mini – Sofi Award finalist Best Cold Beverage 2016

L’Acqua Minerale Naturale Galvanina (che appartiene alla famiglia Mini dagli Anni ’50 e che vanta una concessione mineraria perpetua)  fu scoperta dagli Antichi Romani nel I secolo a.C. durante il Regno di Cesare Augusto. Nasce a 380 metri sul livello del mare a San Lorenzo a Monte, ai piedi dei Monti Appennini Centrali: da qui percorre centinaia di metri tra sabbie dell’Era Pliocenica e strati di argilla per poi arrivare, tra lunghi tubi e vasche di sedimentazione, nelle bottiglie e quindi al consumatore finale. Fu durante gli scavi degli Anni ’60, effettuati da una equipe di archeologi della Sorbona di Parigi per volere del padre di Rino (desideroso di studiare il terreno legato alla fonte), che mentre si realizzavano le opere di captazione vennero alla luce numerosi reperti archeologici oggi custoditi nel Museo della Società Galvanina. Questi reperti non lasciano dubbi sulla realtà di questa Antica Stazione Termale Romana.

Immergersi nelle grotte intorno a cui sorge lo stabilimento Galvanina, percorrere centinaia di metri nel sottosuolo, vedere alcune sorgenti captate nella loro roccia madre, le vasche di sedimentazione e la galleria di adduzione è stata per me un’emozione, oltre che una scoperta.

Come una scoperta è stata parlare di questo settore con Rino Mini (grande gourmet, cuoco e appassionato di cucina), ascoltare la storia di un’azienda che dagli antichi romani arriva ai giorni nostri passando di proprietà tra nomi conosciuti come Pilsen e Peroni. Galvanina ha infatti prodotto la sua prima bottiglia in vetro nel 1901 in un piccolo laboratorio vicino alla fonte, mentre il primo stabilimento di imbottigliamento automatico sorse nel 1928. Oggi lo stabilimento è tra i più moderni al mondo e confeziona esclusivamente bottiglie in vetro: “Il vetro – spiega Mini –  è l’unico materiale che da sempre permette una conservazione ottimale e una migliore protezione delle qualità di ogni acqua minerale preservandola dalle alterazioni del colore, del sapore, del gusto e degli agenti chimici e microbiologici esterni”.

L’Italia (fonte Altroconsumo) è il primo Paese in Europa per consumo di acqua minerale naturale: ogni anno ognuno di noi ne beve e consuma più di 200 litri. Ma forse non tutti sanno che si può chiamare acqua minerale naturale solo quella che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, proviene da una o più sorgente naturali che ha caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute. Per essere tali, le acque devono essere imbottigliate in prossimità della sorgente e devono arrivare sulle nostre tavole così come sgorgano alla fonte, senza interventi di alcun tipo. Vale a dire: l’acqua spillata nei ristoranti non può essere considerata acqua minerale naturale e come tale non può essere venduta. Apriti cielo, verrebbe da dire.

In ogni caso, torniamo a noi. Oltre all’acqua minerale naturale Galvanina, l’azienda produce in un altro stabilimento l’acqua oligominerale Val di Meti: siamo nel cuore dei Monti Appennini Centrali ad Apecchio, nelle Marche. Si tratta di un’acqua purissima, ideale per la prima infanzia e per le diete povere di sodio. E poi ci sono le acque aromatizzate e le bevande analcoliche a base di succhi di frutta e aromi naturali con cui Galvanina (insieme all’acqua) è conosciuta in tutto il mondo.

Non a caso la Bibita Analcolica Gassata Biologica Galvanina Fruit “Arancia Rossa – Carota Nera – Mirtillo” si è aggiudicata il SofiTM Award nella categoria “Outstanding cold beverage” per la competizione Specialty Food Association 2016. La statuetta è stata consegnata in occasione del “Fancy Food Show” di New York, il maggiore appuntamento dell’industria internazionale del Food & Beverage.

Una curiosità. L’acqua minerale Galvanina viene spedita quasi in tutto mondo, spaziando dagli Usa, al Canada, Australia, Russia, Giappone e in tutta Europa, portando con sé il nome di Rimini. L’export riguarda, infatti, oltre il’90% della produzione. Nel 2015 l’acqua Galvanina, che nello Stato di New York compare sulle tavole dei migliori ristoranti e market (oltre tre milioni le bottiglie vendute), ha raggiunto il suo traguardo di un milione di bottiglie vendute anche con il brand ‘Rimini’ che rimanda allo stabilimento romagnolo.

 

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