Ischia, l’isola verde

Tornare a Ischia dopo sei anni è stato un momento unico. Navigare ancora una volta sul tragitto che da Napoli ti conduce sull’isola passando a fianco di Capo Miseno, osservare Procida e i suoi colori, ripercorrere con la memoria momenti, incontri e situazioni che hanno contribuito a rendermi oggi la persona che sono. Lo confesso, su quell’aliscafo ero emozionata.

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La vista della Baia di Sant’Angelo (c) Sarah Scaparone

Io devo tanto a Ischia. Al suo essere così elegantemente riservata, al suo saper offrire (anche nel pieno delle vacanze estive) spazi e momenti di assoluto silenzio, come in cima al Monte Epomeo, il mio luogo preferito, insieme al Castello Aragonese. Al monte e a Tifeo sono legate alcune leggente da cui nascono toponimi dell’isola come Panza, Ciglio, Bocca (nient’altro che le parti del corpo del titano addormentato), ma alla storia stessa e a culture come quella greca e quella romana Ischia deve la sua anima. Sarà questo mix di passato e presente che crea l’aura di questo luogo conosciuto come l’isola verde non solo per la sua ricca vegetazione, ma anche per il caratteristico colore del tufo che contraddistingue  l’isola.

Scegliere di soggiornare a Ischia non significa esclusivamente “andare al mare”: significa immergersi in una realtà che ha tanto da offrire (dalla ricca cultura enogastronomica alle terme, dalle spiagge più esclusive a quelle più apprezzate dal grande pubblico come le Fumarole, dalla storia che narrano castelli e chiese – di queste ultime sull’isola se ne contano 200 – ai tanti luoghi romantici scelti da innamorati di ogni dove) e che vuole essere scoperta. Bisogna essere curiosi, insomma, come sempre nella vita, mi hanno insegnato. Non a caso l’isola è stata scelta in passato (e lo è ancora) da personaggi del mondo dello spettacolo e della politica che la hanno eletta a buen retiro d’eccellenza. Ne è un esempio uno dei luoghi simbolo dell’eleganza ischitana, l’Albergo della Regina Isabella, unico 5 stelle lusso dell’isola. Voluto negli Anni Cinquanta dall’editore Angelo Rizzoli divenne, negli anni, fulcro della mondanità, del costume e della cultura, ospitando celebrità come Richard Burton ed Elisabeth Taylor, Charlin Chaplin e Clark Gable, William Holden e Maria Callas, Alberto Sordi, principi e re delle più famose case reali, fino a personaggi della cultura e dell’arte dei nostri giorni.

Il Regina Isabella si trova a Lacco Ameno, il comune più piccolo dell’isola: il suo ingresso si affaccia sulla pittoresca piazzetta di Santa Restituta, celebre per l’omonima Chiesa, vicino al Museo archeologico e ai tipici bazar d’antiquariato e di abbigliamento; la struttura invece, suddivisa in tre corpi (Regina Isabella, Sporting e Royal) sorge in riva al mare e al centro di una tranquilla baia, immerso tra gli scogli e il verde della pineta mediterranea. Gli arredi in stile Anni ’50 raccontano dei fasti di un’epoca indimenticabile e si alternano a elementi di design moderno e a quadri di artisti contemporanei; gli ambienti maestosi e luminosi hanno un gusto mediterraneo, colori pastello, pavimenti con tipiche ceramiche di Capodimonte, maioliche dipinte a mano, mobili nello stile delle ville patrizie napoletane, lampadari in vetro di Murano, dipinti, quadri e arazzi di prezioso artigianato.

Il fiore all’occhiello della struttura (dal punto di vista gastronomico) è il ristorante Indaco gestito dallo chef stellato Pasquale Palamaro, ischitano doc con saperi e sapori che vanno oltre i confini. Il locale si affaccia su una piccola baia, suggestiva, riservata, unica. Uno di quei posti che ti fa dire “wow” al primo sguardo e che non delude: te ne accorgi subito, dall’eleganza dell’accoglienza, dalla ricercatezza dei dettagli, dalla filosofia di una cucina che va oltre la tradizione locale per valorizzarla, per differenziarla.

Il mio soggiorno a Ischia, questa volta, si è arricchito di nuove esperienze ed ha alimentato il mio amore per l’isola che negli anni, nonostante la lontananza geografica, non si è mai sopito. Ischia è conosciuta al mondo per le sue terme e per gli effetti benefici delle sue cure termali: tra i luoghi che ho scoperto ci sono i giardini Poseidon, il più grande parco termale dell’isola (6 ettari di terrazzamenti) dotato di oltre 20 piscine che si affacciano sulla bellissima Baia di Citara. Le acque derivano da sorgenti vulcaniche termali ed ipertermali del gruppo salso-bromo-iodico e salso-alcalino-solfato e sono ideali non solo per cure terapeutiche, ma anche per trattamenti rilassanti, estetici e fisioterapici. La scelta è ampia: dal bagno in acqua di mare alla sauna naturale, dalle piscine termali (che vanno dai 28° ai 40 °) al percorso Kneipp che alterna camminate in acqua calda e in acqua fredda.

Se volete vedere Ischia con occhi diversi, affidatevi (come ho fatto io) alle esperte guide di Platypus tour: giovani, dinamiche, esperte, appassionate. Quest’ultimo è il valore che fa la differenza. Oltre a tour dell’isola che spaziano dai più classici giri culturali a esperienze di trekking, enogastronomiche, in bici o in barca a vela, sono le esperienze sottomarine a darvi quello sguardo sull’isola che cambierà per sempre la vostra percezione di Ischia. Platypus organizza snorkeling nell’area marina protetta (dove scoprirete la ricchezza dei fondali e l’importanza di specie come il cetriolo di mare o come la Posidonia oceanica che cresce rigogliosa sui fondali dell’isola) e vere e proprie esplorazioni di archeologia e biologia marina con visite alle rovine archeologiche sottomarine nella Baia di Cartaromana. E credetemi che nuotare tra gli scogli di Sant’Anna guardando il Castello Aragonese è una sensazione unica al mondo. Un privilegio, una ricchezza. Percorrendo con Alessandro (la guida di Platypus) questa zona facendo snorkeling per osservare antiche mura romane, la grotta di Ninfeo e i lavori che gli archeologi subacquei stanno portando avanti  da alcuni anni mi ha fatto ricordare di quanto è bello questo angolo di mondo. E di quanto mi piace. Qui ho trascorso alcune settimane della mia vita, proprio di fronte agli scogli di Sant’Anna dove la famiglia Brandi gestisce il Gardenia (il mio rifugio segreto) e dove io ho iniziato a scrivere il mio primo libro.

Intorno al Castello Aragonse potrete invece osservare un altro fenomeno: quello delle emissioni vulcaniche sottomarine di CO2: l’anidride carbonica emessa per l’effetto naturale del vulcanesimo, abbassa il pH del mare. Questo fenomeno di acidificazione dei mari, a cui tutto il mondo è soggetto, è generato dall’inquinamento atmosferico e proprio a Ischia si trova un’area dove è possibile condurre specifici esperimenti e studi, in grado di fornire previsioni sullo stato dei mari e degli oceani nei prossimi anni. La produzione di CO2 si manifesta con caratteristiche bollicine sul fondale… e nuotare in queste acque è un’esperienza davvero unica.

IMG_1185Se invece volete vedere Ischia dall’alto, non perdete il nuovo libro di Gianni Mattera, cuoco ischitano con l’amore per la fotografia: nel suo Ischia, un paradiso visto dal cielo (Ed. Intra Moenia), potrete vedere suggestive immagini dell’isola riprese per la prima volta da un drone.

Ischia, insomma, l’avrete capito, per me è casa. Camminare tra vitigni di Biancolella, sorseggiare il classico Rucolino (amaro a base di rucola e scorze di agrumi), passeggiare nell’immenso giardino del Castello Aragonese, cercare qualche ristorante tipico nell’interno dell’isola tra i comuni di Barano e Serrara Fontana (come La Vigna di Alberto), fermarsi a Forio per un immenso momento senza fine di fronte alla Chiesa del Soccorso, perdersi tra le alture di Casamicciola e ritrovarsi nelle cucine dell’agriturismo Pera di Basso: tutto questo mi appartiene. L’Ischia che è mare, ma che è anche e soprattutto terra. L’Ischia che è acqua, che è vita.

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