Santa Massenza, il borgo della grappa

Non ho mai bevuto grappa, lo ammetto. Fino a tre giorni fa. E sono contenta di aver iniziato a farlo proprio nel piccolo borgo di Santa Massenza, a una ventina di minuti di auto da Trento.

Qui, dove vivono circa centocinquanta persone, cinque famiglie di distillatori portano avanti una tradizione più che centenaria. Conosciuto come il borgo della grappa, Santa Massenza si affaccia sull’omonimo Lago e in una manciata di case circondate da vigneti racchiude grandi saperi in fatto di vino e di distillazione. Non a caso qui, da nove anni, si tiene nel weekend dell’Immacolata La notte degli Alambicchi accesi, un evento dedicato alla scoperta del borgo e delle sue eccellenze. Per tre giorni infatti (da venerdì a domenica) l’intero villaggio si anima per una grande festa che ogni giorno termina con le distillerie aperte per uno spettacolo itinerante fatto di arte, teatro, musica e, ça va sans dire, grappa.

I mercatini di Natale fanno da corollario alle cinque distillerie che nei tre giorni sono sempre aperte e propongono visite guidate e degustazioni anche di distillati e di vini locali come la Nosiola. Si tratta dell’unica varietà storico-autoctona a frutto bianco del Trentino, da cui nascono l’omonimo vino e la grappa. Ma qui a Santa Massenza, si produce anche il Vino Santo trentino che si ricava appunto, esclusivamente, dal vitigno autoctono nosiola. Per produrlo si utilizzano i grappoli spargoli (con acini radi) provenienti da vecchi vigneti, i soli che permettono il lunghissimo appassimento che da fine ottobre – inizio novembre termina con la Settimana Santa, periodo in cui avviene la vinificazione (da qui ne deriva il nome). Per l’appassimento che dura dai cinque ai sei mesi il Vino Santo trentino è considerato il passito dei passiti: nessun altro vino infatti rimane in appassimento naturale così a lungo.

Ma a Santa Massenza proprio pochi giorni fa l’Azienda Agricola Francesco Poli ha presentato in anteprima nazionale un altro vino frutto di appassimento naturale: si chiama Rebòro ed è un rosso prodotto da uve Rebo che nasce da un progetto condiviso tra i vignaioli del Vino Santo della Valle dei Laghi. Le uve, lasciate appassire fino a novembre inoltrato, dopo un affinamento di quattro anni in botti di rovere danno vita a un vino importante, dal gusto morbido e dal profumo intenso; il vino per ora è in vendita solo in azienda ma verrà commercializzato in tutta Italia a partire da gennaio 2016.

Ma torniamo alla grappa. Cinque famiglie, tutti parenti, un unico cognome: Poli. Questa in sintesi la storia di un borgo che ha una grande ricchezza: un’unione di intenti e di progetti, la voglia di fare e di comunicare, la passione per un mestiere e un territorio. Impossibile non essere travolti da tutto questo non appena si lascia il Lago alle spalle e si sale per la via principale del paese, accompagnati dalle attività che la Pro Loco sapientemente organizza durante l’intero corso dell’anno (se andate a Santa Massenza in occasione di qualche manifestazione non perdete il pasto della Pro Loco realizzato dagli abitanti locali: piatti tipici ben cucinati tra cui, lasciatemelo dire, degli ottimi crauti).

 

I distillatori di Santa Massenza sono cinque, dicevamo: Giulio&Mauro; Casimiro; Distilleria Francesco S. Massenza; Maxentia e Giovanni Poli. Visitando le loro aziende è facile imbattersi in vecchi alambicchi, ambienti storici, foto di famiglia, piccoli scrigni del gusto che raccontano di tempi passati mai dimenticati. Alcuni di loro producono anche olio extravergine di oliva, sì, avete capito bene. Grazie all’influenza del vicino Lago di Garda e della stessa Valle dei Laghi il clima è ideale per la crescita della Casaliva il cui raccolto avviene a fine ottobre, inizio novembre. La particolarità di questa realtà è quella di essere la più a Nord del mondo, ci troviamo infatti sul 47° parallelo e solo un km più in alto gli ulivi non producono più.

La produzione annua di grappa del Trentino rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). Tra le tipologie principali di grappa prodotta ci sono quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). La provincia di Trento, prevalentemente montuosa, vanta vinacce di grande pregio: l’acidità, normalmente elevata, le rende difficili prede di microrganismi dannosi, mentre le condizioni pedoclimatiche favoriscono in modo eccezionale la ricchezza in principi aromatici. Sotto questo profilo concorre in modo notevole anche la tipologia dei vitigni tra i quali spiccano quelli aromatici o semiaromatici: Moscato, Müller Thurgau, Traminer, Riesling, Silvaner e Nosiola. Queste le principali tipologie prodotte anche a Santa Massenza dove i produttori si sono associati all’Istituto Tutela Grappa del Trentino che, nato nel 1969, ha il compito di valorizzare la produzione tipica della grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine e con la dicitura “Trentino Grappa” che  rappresenta il 10% di quella italiana.

 

 

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