Gerusalemme, e ti senti a casa

A Gerusalemme, di sera, c’è sempre il vento. E gli aquiloni volano sopra il Monte degli Ulivi. Il mio ritorno in Terra Santa anche questa volta ha con se qualcosa di magico. Un richiamo antico che sento ormai da un paio di anni. E ogni volta è un’emozione.

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Gerusalemme, Tomba di Assalonne

Sono qui, come lo scorso anno con Generoso Urciuoli e Marta Berogno: i due archeologi torinesi con i quali sto condividendo il progetto legato all’Ultima Cena. E ripercorrere con loro il dedalo di stradine che rendono unica la città vecchia, mi fa tornare alla mente i luoghi visitati alcuni mesi fa e mi rende felice di ritrovarli e riconoscerli, seppur debba ammettere di aver ancora qualche piccolo problema di orientamento (ma ci sto lavorando, vero Marta?).

Gerusalemme vecchia è divisa in quattro quartieri: ebraico, cristiano, armeno e musulmano e dentro le sue mura giri davvero il mondo. La parte araba in questi giorni è vestita a festa: siamo nel pieno del Ramadan e dopo il tramonto la città si anima di un fermento che ha dell’incredibile.

L’Ataif è uno dei dolci tipici di questo periodo, ed è a base di formaggio e miele.

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Ataif in preparazione

E seppur questo viaggio sia dedicato esclusivamente a Gerusalemme vecchia e ai suoi segreti (archeologici e gastronomici), oggi insieme a Fabiana Magrì mi sono dedicata a un sano “ozio” culturale legato al centro cittadino che gira intorno a Jaffa Road.

La nostra prima tappa è stato il delizioso Caffè Tmol Shilshom dove ho assaggiato – dicono e lo posso confermare per la mia piccola esperienza – la miglior Shakshuka di Gerusalemme (piatto introdotto nella cucina israeliana dagli ebrei tunisini) a base di pomodori, uova e spezie.

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Shaksuka

Qui abbiamo incontrato Giulia Gallichi, napoletana doc che da quattro anni cucina a domicilio a Gerusalemme (e non solo) piatti della tradizione italiana in chiave kosher.

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Io e Giulia

A questo incontro è seguita la visita alla Sinagoga italiana con il Rav Pierpaolo Pinhas Punturello e al suo Museo che racchiude uno spaccato di pezzi originali della tradizione ebraica provenienti dall’Italia, come gli arredi della Sinagoga stessa che provengono da Conegliano Veneto. E d’un tratto, dall’altra parte del mondo, ti senti a casa.

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La Sinagoga italiana a Gerusalemme

E parli di Italia anche con Ben, grande appassionato della cultura del nostro Paese che ho conosciuto alcuni anni fa a Paestum. Lui ha fondato MoltoBen e organizza, tra le atre cose, tour di alto livello legati al cibo italiano.

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Ben, io e Fabiana

L’incontro con lui è stato alla Trattoria, un posto dove si respira un’aria internazionale e dove tanti dei prodotti tipici in vendita sono italiani. Sotto l’egida dello chef Michael Katz abbiamo assaggiato dei dolci kosher di una delicatezza sorprendente.

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E dopo un giro al mercato di Mahane Yehuda dove il must è sempre quello di lasciarsi rapire dai colori e dai sapori di questa terra, la mia giornata è terminata nel cuore della città vecchia, in un luogo che trasuda energia, credente o ateo che tu sia: il Santo Sepolcro.

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Il Santo Sepolcro

Millenni di storia e religioni diverse convivono in questo angolo di mondo, capace di raccontare la storia dei popoli attraverso ogni suo centimetro quadrato, ogni sua pietra. La ascolti. La respiri. La vedi. La vivi.

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