A New York cucinano le nonne italiane

Quella di Jody Scaravella è una storia bellissima. Lui, figlio di italiani ma nato in America, ha aperto a New York un luogo del cuore, uno di quei posti che a prescindere andrebbero segnalati su tutte le guide del mondo.

©SarahScaparone2014-1

Il suo ristorante si chiama Enoteca Maria ed è a Staten Island, quell’isola che si trova praticamente in New Jersey e che, ricca di case vittoriane, è la nuova meta per quanti scelgono di vivere a New York con un occhio al portafoglio. Ma qui, dove sono state girate anche alcune scene di A piedi nudi nel parco (1967) con Robert Redford e Jane Fonda, si viene per tanti motivi. In primis perché il collegamento via mare con la Grande Mela è gratuito e i traghetti salpano da e per Manhattan giorno e notte ogni trenta minuti. Il tragitto è veloce, dura poco più di un quarto d’ora, ma regala uno dei panorami più belli sulla città, sulla Statua della Libertà e su Ellis Island. Io l’ho percorso di notte e vi assicuro che ne vale la pena.

Ma a Staten Island, da otto anni a questa parte, le persone vanno anche per un altro motivo: il locale di Jody. Mi ha raccontato la sua storia la vulcanica Francine Segan, la mia amica newyorkese che da anni è il punto di riferimento per il cibo e i prodotti italiani in America. Bene, io e Mauro (il mio amico di sempre) non abbiamo esitato un secondo e, durante il nostro recente soggiorno, abbiamo deciso immediatamente che una delle serate a New York sarebbe trascorsa in questo locale.

Dopo un momento molto difficile della sua vita, Jody Scaravella decide di aprire un ristorante in ricordo della famiglia recentemente scomparsa, dei valori e delle tradizioni con cui è cresciuto e in omaggio alla “sua” Italia. Ma non sa cucinare, e allora mette un annuncio chiedendo alle nonne italiane a New York di lavorare per lui. Bene, l’annuncio è stato un successo, e da otto anni a questa parte, tutte le sere in cui il locale è aperto (dal mercoledì alla domenica) una nonna italiana diversa cucina i piatti della sua regione d’origine. Non è bellissimo? La cultura locale e tradizionale delle cucine delle nostre nonne vive in questo luogo fuori dal mondo, in questa oasi di pace, dove respiri un’Italia che spesso non c’è più neanche a casa nostra e dove senti che l’amore per i sentimenti veri e per quei legami indissolubili che si chiamano famiglia non hanno mai fine, nemmeno oltre oceano.

Jody (che racconta la sua storia anche in un recente servizio andato in onda sulla Rai) ha cominciato una nuova vita per non dimenticare, per mantenere un legame con il passato, per continuare a far vivere il ricordo di mamma Maria (a cui è dedicato il locale) e della sua famiglia, ma anche per riportare i propri clienti ai sapori dell’infanzia, a quei piatti di cucina che testimoniano i momenti speciali con i nonni che, seppur diversi, sono uguali in tutto il mondo. E la magia è proprio questa: i piatti cambiano tutte le sere, a seconda di quale nonna sia in cucina. Dal nord al sud Italia il viaggio è breve, e così si possono assaggiare dalla zuppa di cozze e vongole alle melanzane ripiene, dalla coda di vitello allo stufato di trippa, dalla lasagna di zucca all’ossobuco.

La nostra cena è stata preparata da nonna Rosa Turano che collabora con Jody da sei anni. Nata a Vicenza, è emigrata a New York negli Anni Cinquanta e qui è rimasta. Cucina le ricette di casa, di famiglia, imparate dalla madre e dalla nonna e lavora all’Enoteca Maria due volte al mese, percorrendo ogni volta – tra andata e ritorno – tre ore di macchina.

Ma quella sera a Staten Island abbiamo conosciuto anche nonna Teresa di Agrigento, regina della pasta fresca, della focaccia e degli gnocchi alla ricotta. La cena di nonna Rosa è stata deliziosa, piatti semplici, buone chiacchiere sul Veneto, sull’Italia e sulla sua vita, i racconti di Jody e della moglie umbra, il calore – è il caso di dirlo – di un focolare e di una casa, la sorpresa di qualcosa che non ti aspetti e che rende straordinario (più di ogni cena stellata) il tuo soggiorno nella città che non dorme mai. E scopri che anche New York ha un cuore che batte a un ritmo normale e, proprio per questa sua inaspettata semplicità, la ami ancora di più.

Annunci

One Comment Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...