Dal campo alla tavola: i pelati di Graziella

Il mese di settembre è sicuramente uno dei più impegnativi per chi lavora in campo agricolo. La natura si prepara all’autunno e dà i suoi frutti: maturi, freschi, sani, genuini. Lo sanno bene a San Valentino Torio (Sa) dove da oltre 50 anni Graziella trasforma il pomodoro in prodotto conserviero, attestandosi tra le aziende leader del settore in Italia.

A capo dell’azienda la famiglia Saviano che ha nel cuore, oltre al rispetto del lavoro e della tradizione, quei valori che solo il Sud sa testimoniare così bene. Me ne accorgo ogni volta che li incontro. E mi innamoro di loro ogni volta di più.

È successo di nuovo un paio di settimane fa quando, di passaggio nel mio viaggio verso la Sicilia, mi sono fermata a trovare quelli che per me non sono solo dei grandi amici, ma una seconda famiglia. E ve lo dico con il cuore, perché li conosco da tempo, perché abbiamo condiviso insieme momenti belli e altri più difficili, perché posso testimoniare come la passione per questa azienda e per questo lavoro sia da sempre traino e motore di un sistema che per i tre mesi di produzione mobilita oltre 400 lavoratori dediti alla creazione di prodotti di eccellenza, rigorosamente italiani.

Sì, avete letto bene: qui a San Valentino Torio da agosto ai primi di ottobre si lavora con ritmi serrati, su turni che ruotano 24 ore su 24 grazie al lavoro di centinaia di persone che contribuiscono a rendere grande il valore di questa realtà dove correttezza, trasparenza e lealtà fanno parte del credo aziendale.

Sono arrivata a “casa Graziella” nel pieno di una serata di produzione, questa volta. La notte aveva già avvolto ogni cosa, ma non mi ha impedito di vedere il rigore del lavoro, il rispetto negli occhi di chi compie con naturalezza gesti dal sapore antico, come la pelatura dei pelati che qui è manuale. Ho sentito il rumore dei macchinari, ho visto il percorso che ogni singolo pomodoro compie, da quando viene scaricato dal camion a quando viene confezionato nelle latte o sotto vetro. Il buio della sera, le luci artificiali, il fumo delle caldaie, centinaia di mani in movimento, il rosso di un prodotto della terra che con il suo colore rischiara anche il turno più lungo, la suggestione di un tragitto che sembrava surreale, tanto perfetto, tanto veloce, tanto sistematico, tanto concreto. Ne sono rimasta affascinata.

I pelati Graziella, coltivati esclusivamente in Italia, sono inscatolati al massimo entro 12 ore dalla raccolta e l’azienda ne garantisce la completa tracciabilità di filiera grazie a una serie di controlli effettuati dagli agronomi direttamente nei campi: dalla semina fino alla commercializzazione del prodotto. Le conserve prodotte da Graziella comprendono derivati del pomodoro (pelati, polpa, pomodorini, concentrato, passata), legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli), mais e peperoni.

Ma il valore aggiunto, lo ribadisco, non riguarda solo la genuinità del prodotto, la sua tracciabilità e l’eccellente lavorazione. Il valore aggiunto di Graziella e della famiglia Saviano risiede nella loro integrità, nel rispetto totale di chi lavora per loro, nella correttezza professionale, ma prima ancora umana.

Come quello per chi collabora con l’azienda. È il caso della Cooperativa Santa Croce  che, sempre a San Valentino Torio, si occupa della lavorazione degli ortaggi. È stata Angelica Saviano a portarmi da loro quella notte – tardi, molto tardi – per vedere come, anche in questo caso una famiglia, ha creato un’impresa in cui il valore umano fa la differenza. La famiglia Tortora lavora tutto l’anno con la collaborazione di una trentina di persone per la pulizia manuale delle verdure di stagione provenienti dai campi del territorio: basilico, peperoncino, peperoni, melanzane, cipolle, carote, broccoli, passano di qui e sfiorano le mani di uomini e donne che li puliscono prestando il loro servizio a cottimo, in un’area sotto l’autostrada dove si respira solidarietà. Succede al basilico di varietà campana (dalla foglia molto più grande rispetto a quello ligure) che viene inserito manualmente nelle confezioni di pelati Graziella.

Bene, quella serata di metà settembre è stata per me indimenticabile. Indimenticabile come il profumo dei pelati e delle foglie di basilico, come gli occhi che hanno incrociato i miei e che mi hanno raccontato in silenzio la grande umanità del lavoro. Qualsiasi esso sia.

 

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