Christophe Michalak e la pasticceria emotiva a Parigi

Christophe Michalak 2013Classe 40, Christophe Michalak incarna oggi a Parigi una concezione contemporanea della pasticceria. Di sé, dice di essere franco, gioviale, efficace, goloso e creativo. I suoi prodotti gli somigliano: forte impatto estetico, sapore ludico e diretto, emotivo, piacere immediato.

Lo incontro nella sede del nuovo spazio aperto a settembre del 2013, il Michalak Masterclass, dove si trovano la boutique Take Awway e la scuola di pasticceria. Viene ad accogliermi personalmente con una stretta di mano energica e accogliente. Aperto e comunicativo, questo pasticcere prodigio accumula successi dalla metà degli anni ’90. Dopo un passaggio da Fauchon, che lascia nel 1997, vola a New York e in Giappone e torna in Francia nel 2000 con il desiderio di dare maggiore visibilità alla sua professione e cambiare i codici dei sapori. ‘’Le Nôtre ha fatto capire l’importanza dell’uso della materia prima, Pierre Hermé ha lanciato il concetto della Haute Pâtisserie, Philippe Conticini ha sorpreso tutti con una creatività incredibile: sono i miei maestri, ma avevo bisogno di fare qualcosa di diverso, di più accessibile, più in contatto con lo spirito moderno iscrivendomi allo stesso tempo nella durata’’, spiega.

Questo è il suo ritratto e il curriculum svela una caparbietà rarissima e una capacità imprenditoriale acquisita nel tempo. Nel 2000, quindi, rientrato in Francia diventa chef pâtissier al Plaza Athénée, l’esclusivissimo albergo di lusso dell’Avenue Montaigne dove in cucina officia Alain Ducasse. Qui Michalak propone una pasticceria più classica, di alta gamma, ma con accostamenti di sapori talvolta originali. Un primo passo verso l’acquisizione di una legittimità essenziale per poter esistere sulla piazza parigina. Il secondo è stato quello di partecipare al concorso per il MOF (miglior artigiano di Francia), al quale arriva finalista nel 1997 e poi il campionato del Mondo di Pasticceria che vince nel 2005. Una strategia chiara, implacabile intrisa di voglia di farcela, tenacia e rispetto per sé e gli altri.

Questa sfilza impressionante di titoli gli apre le porte della televisione che frequenta ancora oggi con disinvoltura a tal punto da creare una società di produzione. Con Masterchef, Top Chef, Le gâteau de mes rêves, poi Qui sera le prochain grand pâtissier e oggi con Dans la peau d’un chef, Michalak trasmette una pasticceria senza complessi, abbordabile, divertente e, come ama ripetere, esplosiva.

Il desiderio di creare uno spazio personale e indipendente è venuta a completare i contratti che lo legano ad alberghi e canali televisivi e nel 2003 decide di compiere il passo creando la Masterclass e il Take away nel centrale 10 arrondissement. Lui solo è al timone dell’impresa e tutto gli somiglia. All’esterno, la vetrina mostra il lavoro in diretta dell’équipe giovanissima e frizzante, all’entrata c’è la vendita dei prodotti tra i quali i Fantastik (dolce da condividere) e i Cosmik (dei barattoli trasparenti il cui contenuto si mangia con un cucchiaino incluso nell’imballaggio). La musica di sottofondo trasmette dinamismo e ritmo. I codici? Meno zucchero, solo gelatina vegetale e dolci rapidi da assaporare, divertenti e d’impatto. Il cioccolato ha tutto il suo spazio. Michalak, goloso confesso, si avvale della fornitura di Valrhona, cioccolato di copertura che trasforma in seguito per personalizzare le creazioni.

In fondo al corridoio che si apre affianco al laboratorio c’è la scuola, una sala concepita come una grande cucina di casa, equipaggiata come la cucina di un bell’appartamento, spaziosa e luminosa. Tutti i giorni vi si svolgono i corsi, dei quali uno a settimana è tenuto da Christophe personalmente. Lo scopo? Quello di insegnare a fare un buon dolce in 30 minuti, senza fioriture e complicazioni. Le ricette proposte, tra 3 e 4 per ogni corso, cambiano tutti i giorni. Lo spazio, in una logica imprenditoriale attentissima alle varie declinazioni commerciali, è privatizzabile per feste ed eventi.

Nonno italiano, famiglia umile, Christophe Michalak è un simbolo del successo ottenuto col merito e l’intelligenza, oltre all’innegabile talento tecnico. Delle sue origini conserva ancora molto ed è poco propenso agli sprechi, malgrado sia al riparo dal bisogno. Il lusso al quale è sensibile non è quello dell’ostentazione, ma quello della qualità della vita e della trasmissione dei valori che apprezza. ‘’Se un giorno dovessi perdere tutto, sono pronto a ricominciare tutto da zero e sto trasmettendo questo ai miei figli, sono come il Conte di Montecristo’’ mi dice con convinzione.

Ecco, la pasticceria di Michalak è l’espressione di questa filosofia: niente orpelli, si va dritti al gusto con un tocco contemporaneo efficace ed elegante. Michalak si mangia e si ascolta per avere una scarica di adrenalina nappata di cioccolato, una dose di energia dirompente alla vaniglia Bourbon. Non a caso uno dei dolci al cioccolato porta la forma di una multipresa elettrica, anzi elettriKa, visto che la lettera K del suo cognome è onnipresente come logo. Lo si lascia con il serbatoio di carburante pieno, le papille eccitate e qualche buona ricetta! Pantofolai astenersi!

Domenico Biscardi – Incroyables et Merveilleuses (mideco@gmail.com)

 

 

 

 

 

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