Lentini’s: la nuova frontiera della pizza a Torino

Lentini10C’è la visione di un imprenditore dietro l’insegna Lentini’s. Ma ci sono anche creatività, ricerca, umiltà e passione. Insomma, il nome che ultimamente spopola sulla bocca degli appassionati di pizza a Torino e dintorni ha alle sue spalle un uomo concreto e determinato che si chiama Nicola Lentini.

Classe 1969, un passato come grossista di frutta, dal 2001 al 2011 ha aperto cinque punti Eurospin in Piemonte. Ma nel 2011, un po’ per caso, un po’ forse per destino, decide di realizzare un sogno e, insieme alla compagna Simona Martone, apre il primo Lentini’s in Corso Orbassano a Torino. Il locale è un successo. Grandi numeri, grandi spazi, ma soprattutto grande attenzione per le materie prime utilizzate. E qui sta la differenza, perché la cultura del cibo da Lentini’s è veramente alla portata di tutti. E non a caso Nicola viene chiamato all’Università Bocconi di Milano per tenere delle lezioni di marketing legate al mondo delle piccole imprese e della ristorazione.

Aperto 7 giorni su 7 e frequentato da una clientela business a pranzo (grazie alla vicina Fiat e al relativo indotto) e da coppie, compagnie, famiglie di sera e nel weekend, questo locale è in grado di servire 4 mila coperti a settimana, toccando punte di 25 mila al mese per un fatturato da capogiro che raggiunge i 3 milioni e 1/2 all’anno. E tutto questo a fronte di un’eccellenza che lascia di stucco.

Lentini’s, che da dicembre 2013 ha un “gemello” in via Modena, in una delle zone a mio avviso più interessanti e in fermento della città, è un luogo dove nulla è lasciato al caso. E questa frase, per me, non è mai stata più vera. Intanto le strutture rispecchiano l’amore che il titolare ha per l’America Anni ’50 e potrebbero essere perfettamente integrate in città come New York o Londra: andate in via Modena e mi direte!

Gli interni sono stati pensati e creati direttamente da Lentini: “Mi piace ideare, usare la fantasia, girare il mondo, scoprire luoghi e tendenze, prendere spunti e farli miei. Entrambi i locali – spiega – sono frutto della nostra creatività e non sono stati studiati da nessun architetto. Li abbiamo realizzati seguendo le nostre passioni, come quella per l’America, e cercando di costruire ambienti in grado di soddisfare le esigenze dei clienti. Il mio intento è stato, in entrambi i casi, quello di offrire alle persone quello che io vorrei trovare quando vado a mangiare fuori”. Ecco perché in corso Orbassano c’è un’attrezzata Kids Room, ma non mancano la Wine Room climatizzata e un’area lounge, e si manifesta una grande attenzione per i piccoli dettagli come testimoniano una libreria/biblioteca con la possibilità di prendere anche in prestito dei volumi, numerose prese elettriche e il wifi gratuito.

Il mio locale del cuore, lo ammetto, è quello di via Modena: così incredibilmente lontano da tutti i canoni non solo di pizzeria, ma anche di pizzeria torinese. Diciamo che già solo l’ambiente vale la scelta di una cena ben spesa. Se poi aggiungi il fatto che qui il Lentini’s food journal – il Menù – lo devi leggere e non solo sfogliare, capisci la filosofia che la qualità anche su larga scala è possibile. E ne sei felice. Il ristorante, seguito da Simona, propone una cucina italiana con prodotti d’eccellenza come la pasta Verrigni, i rigatoni di Gragnano o i tagliolini “proteici” di Casa Cipriani. Le ostriche e il coquillages sono de Le Stagioni del Mare, la carne è rigorosamente quella de La Granda, ma nel reparto grill l’offerta spazia tra prodotti toscani, spagnoli, irlandesi, austriaci, canadesi, texani, brasiliani e argentini. Il pane e i dolci sono preparati in casa tutti i giorni, fatta eccezione per la pasticceria siciliana che è quella di Salvatore Cerniglia e arriva da Palermo.

Ma la grande sorpresa è la pizza. Rigorosamente di scuola napoletana, lievitata 24 ore e preparata con acqua Lurisia. L’impasto è cotto e digeribile, e il menù ti spiega come viene preparato. La scelta è ampia – forse un po’ troppo – ma “mi piace dare ai miei clienti la possibilità di scegliere, per questo ho una quarantina di pizze in carta” spiega Nicola Lentini. I must del locale sono quattro: la Lentini’s con culatello di Zibello, olive taggiasche e mozzarella di Paestum; la Nettuno con il mare nel piatto; la Procida con i datterini cotti alla brace; The Queen of Bra (la mia preferita) con Castelmagno e salsiccia di Bra comprata due volte a settimana direttamente in una macelleria di Bra.

E leggendo il Lentini’s food journal (realizzato insieme ai ragazzi di Curve Creative Studio che seguono l’immagine dei due locali) scopri che il pomodoro utilizzato per le pizze è quello biologico di Inserbo di S. Antonio Abate (Na), l’olio extravergine di oliva è quello di Raineri da Imperia (e te lo servono a tavola come benvenuto con dell’ottimo pane casereccio), il prosciutto cotto è di Capitelli, l’origano di Pantelleria, la cipolla rossa di Tropea, la burrata pugliese, il pecorino è sardo, le olive taggiasche… E conosci l’Italia su un disco di pasta. Questa è la pizza. Questa è la cultura che porta in tavola. Questo è quello che i clienti di una qualsiasi pizzeria italiana devono arrivare a chiedere per contrastare il fenomeno che vede – come ha scritto La Repubblica un paio di giorni fa – il 63% delle pizze italiane realizzate – a nostra insaputa – con prodotti stranieri. Alla faccia del Made in Italy. La pizza non è solo qualcosa da “ingerire” per riempirsi lo stomaco: la pizza è storia, di un popolo, di un territorio, di una nazione. E così deve essere vista, servita e raccontata.

E fa piacere, tra i tavoli del Lentini’s, trovare camerieri competenti che sanno raccontarti quello che ti stanno portando e che ti chiedono se preferisci che la salsiccia di Bra sia messa in cottura o all’uscita dal forno: perché conoscono la differenza della scelta. Qui il motto è To B-Eat Diffferent. Ed è così.

Last but not least la selezione delle birre rivela un’attenzione al “fermento” delle produzioni artigianali: e così dall’affermata e storica Baladin, in carta troverete anche Pasturana e San Michele. Ma poiché qui il Menù è in continua evoluzione e, come rivela Lentini, “cresce insieme a noi”, non mi stupirei di trovare presto nuove proposte capaci di conquistare anche i consumatori più attenti. Stay tuned: questo è un posto di cui sentirete parlare a lungo. Non ho dubbi.

 

Tutte le immagini sono tratte dalla pagina Fb di Lentini’s

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