Il Club Criollo a Palazzo Farnese tra ganache e praline

Criollo-Rome - 034Un’ottobrata romana indimenticabile per l’inaugurazione del Club Criollo! Davanti allo sguardo solidale dell’Ercole farnesiano più di 100 persone tra cioccolatieri, membri ed ospiti hanno affrontato la prova suprema dell’assaggio. Nonostante lo sciopero aereo ed una città in preparazione per la menifestazione incipiente, il più grande salone dell’ambasciata di Francia a Roma era al limite della capienza e ha accolto una selezione accurata di talenti cioccolatieri italiani e transalpini.

Iginio Massari, Amedei, Fatamorgana e Quetzalcoatl Chocolatier per l’Italia e Pierre Hermé e Jean-Paul Hévin per la Francia. I disordini nei trasporti aerei hanno purtroppo amputato la serata della presenza di Fabien Rouillard della Maison Fauchon e del bravissimo Franck Daubos entrambi bloccati agli aeroporti parigini e che il Club ha prontamente invitato ai prossimi appuntamenti in programma.

Una serata che, nel nome del cioccolato, ha messo insieme specialisti, curiosi e neofiti dell’oro azteco e degli scambi nel senso più largo tra Roma e Parigi, tra la Penisola e l’Esagono, nel segno della qualità, della scoperta reciproca e del piacere condiviso. Si è parlato di cacao, di cioccolato, di pasticceria, ma anche di patrimonio culturale ed umano, di bellezza ed eccellenze. A cominciare dai luoghi, come ha sottolineato l’ambasciatore francese Alain Le Roy, che non solo ha messo eccezionalmente a disposizione del Club Criollo il Salone dell’ Ercole modificato da Michelangelo alla morte del Sangallo, ma ha anche aperto alla visita dei presenti la sala dei Fasti Farnesiani, il suo celebre studio affrescato da Salviati e dai fratelli Zuccari, dei saloni privati di ricezione dell’ala est della residenza diplomatica, la terrazza su via Giulia, il giardino e la splendida Galleria dei Carracci, che sarà prossimamente chiusa per i lavori di restauro.

Una scenografia storica nella quale si è inserito magnificamente l’intervento di Antonio Paolini, il noto giornalista italiano ed esperto di storia gastronomica, che sotto il logo del Club disegnato dalla bravissima disegnatrice ed autrice di fumetti Sara Colaone, ha percorso le vicende del cioccolato a Roma. Una narrazione ritmata da celebri papi inquisitori che nel 17° secolo detestano la bevanda arrivata dal Nuovo Mondo, ma cedono alle pressioni di cardinali influenti e golosi che cercano conforto morale e spirituale dopo la celebrazione delle messe. Un ingresso nella Città eterna che scatena l’ennesima diatriba tra Domenicani e Gesuiti sulla liceità della nuova tentazione, influenza la cucina popolare romana che mescola nel Rione Regola il cacao alla carne nella ricetta della Coda alla Vaccinara e trasforma l’innocente tazza fumante in un potente strumento di corruzione di prelati altrimenti inaccessibili o in uno sfizio da inquisitore durante i supplizi inferti ai condannati. La penna sagace di Gioacchino Belli saprà immortalare queste pie pratiche capitoline nel frizzante sonetto ‘’ La porteria der convento’’.

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Bénédicte e Domenico presentano il Club Criollo

La cornice straordinaria  ha dunque sublimato la degustazione delle eccellenti creazioni cioccolatiere, il cuore della serata. La coppia di fondatori del Club Criollo, Bénédicte de Chambure e Domenico Biscardi ha coordinato ed animato lo svolgimento di un evento che ha proposto l’alternarsi degli eccezionali artisti del cacao in uno spirito di apprezzamento reciproco. La sensualità e la generosità dell’approccio italiano e la sperimentazione ed il rigore di quello francese sono state le caratteristiche sottolineate unanimemente. Elementi che travalicano il campo enogastronomico per ritrovarsi seppur in forme diverse in altri ambiti e comparti produttivi dei due paesi. Un’atmosfera di evidente apertura e volontà di comprensione di quanto succede da un lato e l’altro delle Alpi.

Il Club Criollo parte con il piede giusto, gli obiettivi maggiori indicati per questo primo incontro appaiono pienamente raggiunti: creare un ponte costante di dialogo tra colleghi cioccolatieri di entrambi i paesi, proporre ai membri del club una scelta di qualità indicativa di quanto succede nel campo cioccolatiero, trasmettere al grande pubblico il messaggio del buon cioccolato. Un punto, quest’ultimo, che ha sollecitato la stampa presente nel Salone dell’Ercole, italiana e francese maggioritariamente, da Gambero Rosso a L’Espresso, fino al Figaro e Pasticceria Internazionale tra gli altri.

Praline francesi croccanti a base di nocciole piemontesi, packaging italiani ispirati al lavoro estetico dell’imballaggio promosso da anni dai maître chocolatiers parigini, il dialogo è già stabilito, bisogna valorizzarlo e comprenderlo come simbolo del legame sfaccettato che unisce due paesi che celano ancora molte sorprese. Al buon esito di questo primo incontro segnato dalla dolcezza del clima romano e da temperature da fine estate segue la sfida di mantenere alto il livello dell’organizzazione degli eventi. Le due prossime tappe, in programma a marzo a Parigi e a maggio a Roma, promettono luoghi straordinari e delizie, che hanno riscontrato il plauso dei membri che hanno aderito al club, decretandone il  successo associativo, consci del ruolo attivo che ciascuno di loro dovrà giocare per la vita del Criollo.

Se l’avventura solletica la vostra curiosità scrivete a ilcriolloclub@gmail.com, seguite l’attività dell’associazione sulla pagina facebook  Club Criollo e sul sito in costruzione.

Domenico Biscardi

Le foto sono di Bruno Simon

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