A Napoli nasce il Presepe degli chef

presepe_chef1Metti il genio di due amici, la grande abilità di un maestro dell’arte presepiale riconosciuto ovunque, un’idea originale e una città senza eguali. Così nasce il primo presepe al mondo fatto con i volti dei grandi chef italiani: da Massimo Bottura a Davide Scabin passando per Gualtiero Marchesi e Alfonso Iaccarino.

Presentato a Napoli lo scorso 19 ottobre in occasione del lancio di Corteseway, il portale di viaggi  su misura nel food&wine dedicato alle eccellenze campane creato da Maurizio Cortese, il food writer e gastronomo napoletano.

Realizzato a mano, secondo l’antica tradizione partenopea, il Presepe degli chef nasce da un’idea di Maurizio Cortese e si presenta come una sorta di guida gastronomica tridimensionale con 27 statuine che hanno i volti dei grandi cuochi della cucina italiana. La mano inconfondibile della realizzazione è di Marco Ferrigno erede di una famiglia che, dal 1836, firma piccole e grandi opere d’arte in terracotta nella celebre strada dei presepi, via San Gregorio Armeno. Il risultato è un vero e proprio presepe tradizionale d’autore in cui i classici pastori lasciano il posto ai volti noti della cucina italiana ritratti in giubba da cuoco, ciascuno con un dettaglio.

Marco Ferrigno ha costruito anche le scene: il banco della carne e quello dei formaggi, la vecchia osteria e la cucina, il banco del pesce. Dai veterani dell’alta cucina ai volti nuovi consacrati dalla critica e dalla Tv, il Presepe degli chef  fotografa la situazione della ristorazione italiana e dà spazio anche a due super critici del settore: Enzo Vizzari e Stefano Bonilli, entrambi ritratti alla perfezione dal maestro Ferrigno. La cura dei dettagli, la verve nel dipingere alcuni personaggi, l’ironia e la somiglianza di certe espressioni, fanno del Presepe degli chef un piccolo capolavoro d’artigianato che vuol essere un work in progress: ogni anno infatti, come accade nelle migliori guide gastronomiche, il presepe sarà aggiornato con l’aggiunta o la fuoriuscita di qualche chef.

La bellezza del presepe napoletano contemporaneo – dichiara Maurizio Cortese –  è che dà la possibilità di fare della sana ironia su episodi realmente accaduti. San Gregorio Armeno, la via dei presepi di Napoli, è piena di statuette che rimandano alla più viva attualità. Ricordo quando Gianfranco Vissani dichiarò in televisione che si vergognava di cucinare con il pomodoro e la sdegnata reazione che ne seguì di Alfonso Iaccarino: non potevo non far rappresentare questa storia. Ognuno dei “miei” pastori è raffigurato secondo le sue peculiarità”

Ecco tutti gli chef rappresentati in questa edizione 2013: Massimo Bottura: lo chef de l’Osteria Francescana che mette d’accordo tutti i critici, porta in evidenza lo slogan che più gli si addice: “The special one”; Heinz Beck de La Pergola dell’Hotel Hilton, il tedesco più famoso in Italia; Niko Romito il giovane abruzzese patron del Ristorante Reale di Castel di Sangro conduce un gregge di pecore vicino al banco dei formaggi; Davide Scabin chef patron del ristorante Combal.zero a Rivoli; Enrico Crippa, ultimo tre stelle Michelin nell’edizione 2013 con il suo Piazza Duomo di Alba; Gualtiero Marchesi, non poteva mancare uno dei padri della cucina italiana; Alfonso ed Ernesto Iaccarino, due generazioni di chef nella cucina del Don Alfonso 1890; Alfonso Caputo è un’altra testimonianza della Campania eccellente con la sua Taverna del Capitano di Marina del Cantone; Mauro Uliassi dell’omonimo ristorante di Senigallia porta una grande guida del Gambero Rosso dove è evidente sulla copertina una croce nera a rappresentare la discussa retrocessione nell’edizione 2014 della guida; Carlo Cracco chef mediatico per antonomasia, giudice nella trasmissione Master chef e patron dell’omonimo ristorante di Milano, due stelle Michelin; Ciccio Sultano il siciliano di Ragusa nel suo Duomo è amatissimo per i dessert, è stato raffigurato con una cassata; Nadia Santini una delle due donne ad essere rappresentata nel presepe per il suo “Dal Pescatore”; Paolo Lopriore porta un evidente  “To be or not to be” per ironizzare sulla sua cucina non sempre comprensibile con la conseguente chiusura e poi riapertura del suo Il Canto; Andrea Berton che a Milano ha aperto tre diversi ristoranti tira il carro del trasloco dopo aver lasciato le cucine del Trussardi alla Scala; Pier Giorgio Parini del Ristorante Il Povero Diavolo; Aimo Moroni dello storico milanese Il Luogo di Aimo e NadiaAntonello Colonna, il portavoce della cucina romana con il suo Open Colonna al Palazzo delle EsposizioniGianfranco Vissani un microfono in una mano, ha dichiarato in tv di vergognarsi di cucinare il pomodoro suscitando indignazione in Iaccarino. Nel presepe indossa scarpe rosse sulle quali uno dei cani dello chef di Sant’Agata sui due Golfi fa la pipì; Massimiliano Alajmo chef de Le CalandreFulvio Pierangelini fondatore del ristorante Il Gambero Rosso di San Vincenzo; Antonino Cannavacciuolo: impugna due grossi coltelli e sembra incutere timore lo chef campano trapiantato a Villa Crespi sul Lago d’Orta. È rappresentato come appare nella trasmissione televisiva in onda su Sky; Angelina Ceriello, è l’altra donna presente, è la regina delle cucine del ristorante E’ Curti di Sant’Anastasia (Na), fuori dalle rotte “stellate” ma nel cuore degli amanti della cucina tradizionale campana.

Dopo il debutto a Napoli, Il Presepe degli Chef sarà esposto a Roma e Milano.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. lillyslifestyle ha detto:

    Quanto mi manca questo aspetto della mia città!!!

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    1. sarahscaparone3 ha detto:

      é una città stupenda, io la adoro anche per tutta questa creatività!

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