Hermès veste e ristora splendidamente sulla Rive Gauche

Hermes-logoMolti conoscono la storia di Thierry Hermès, il sellaio che nel 1837 apre a Parigi una bottega di finimenti e bardature per cavalli, che col tempo è divenuta una delle imprese del lusso internazionale più celebri. Secondo un recentissimo studio italiano di mercato del settembre di quest’anno, per il primo semestre 2013 il marchio del calesse si conferma come terzo gruppo internazionale in termini di crescita dopo LVMH ed Inditex ed il primo per redditività. Il dato più interessante, oltre a quello delle performance economiche, resta quello di un sostanziale equilibrio tra l’acquisizione graduale di nuovi mercati e la preservazione di un patrimonio di immagine e savoir-faire che ne garantiscono la durata. Pochi sanno, ad esempio, che, oltre alla ‘’guerra del cuoio’’ che la vede impegnata in acquisizioni di concerie per controllare meglio la filiera della pelletteria, la nota casa del Faubourg Saint-Honoré sta attuando da qualche anno una strategia di espansione centellinata e studiatissima dei punti vendita, tra i quali brilla per discrezione ed innovazione quello della centralissima rue de Sèvres, dove entriamo insieme oggi.

Hermès - La scala di frassinoPer il suo primo ed atteso passaggio sulla Rive Gauche, Hermès ha scelto un luogo d’eccezione: una piscina del 1935, un gioiello Art Déco, bene vincolato e protetto dallo Stato. L’architetto Denis Montel dell’agenzia RDAI ha saputo rispettare profondamente l’anima originaria di questa vasca storica, riuscendo allo stesso tempo nell’impresa di trasformarlo in un luogo dallo spirito decisamente contemporaneo, sebbene sussurrato e mai imposto. L’entrata sulla rue de Sèvres si nota appena per quanto è sobria. Un ampio corridoio con boiseries di frassino conduce allo spazio del pian terreno dove si sviluppano il reparto profumeria, il bookshop ed il ristorante Le Plongeoir (il trampolino). Da questo primo livello scende sinuosamente verso il basso una scala flessuosa, anche questa di frassino, che porta verso quello che era il fondo della piscina, uno splendido mosaico con tessere bianche, grigie, beige, turchesi ed oro bianco e dove sono presentate le collezioni di prêt-à-porter, pelletteria, oggetti di arte della tavola, la gioielleria, il tutto sotto due enormi capanne luminose e protettrici che riducono l’effetto dispersivo della grande vasca ed accentuano l’atmosfera ovattata che carratterizza questo nuovo spazio aperto nel novembre 2010.

Tutto concorre a fare di questo luogo la meta naturale di quanti cercano in un quartiere tra i più frequentati, un’oasi di riparo. Le dimensioni del negozio, 2155 metri quadrati, permettono una rarefazione della folla, niente ricorda il vociare animato della più conosciuta boutique del Faubourg, ci si isola dalla densità cittadina, dalle arterie importanti del traffico parigino che circondano l’isolato, come se ci si mettesse un paio di cuffie per fare un tuffo in acque esotiche in pieno centro.

Hermès Le Plongeoir - PasticceriaIl ristorante Le Plongeoir partecipa pienamente all’ottimo risultato della concezione architettonica di questo spazio. Si tratta di una novità per le boutiques del lusso, che solitamente non integrano un luogo di ristoro. A Parigi, a titolo d’esempio, solo il negozio a Saint-Germain di Ralph Lauren ha aperto un ristorante attorno al cortile interno. Da Hermès, lo spazio gestito dalla società di catering Saint Clair, specializzata in cocktail e banchetti per società e privati, ha piuttosto l’aria di un riparo protetto affacciato sulla vasca della piscina all’altezza delle due imponenti cupole di frassino intrecciato e dialoga armoniosamente con le creazioni della Maison. Una piccola squadra di tre persone gestisce con efficacia e garbo questo spazio epurato, dal mobilio danese semplicissimo, confortevole e fatto su misura. I banchi lungo il muro ricordano le panchine di calce bianca delle Cicladi, le stoviglie sono naturalmente disegnate da Hermès ed il servizio di piatti Mosaïque è concepito esclusivamente per la clientela che sosta qui per un breve ristoro salato o dolce, ma è escluso dalla vendita. La carta, proposta da Saint Clair ed approvata dal managemement della Maison, cambia ogni 6 mesi, offrendo i prodotti di stagione, in parte fatti in casa, come la splendida citronnade maison (limonata) ed in parte scelti tra i migliori fornitori presenti in città (tra tutti sottolineo i succhi di frutta ed i nettari di Alain Milliat e gli straordinari tè di Le Palais des Thés).  Naturalmente, non manca il vino e per la parte salata una scelta ristretta e di qualità di insalate, tramezzini e piatti concepiti espressamente dal duetto di chef Jean-Luc Garrot e Yannick Le Callet. Una nota a parte merita il carrello dei dolci, con una scelta sempre squisita delle creazioni di Lionel Lallement, il migliore pasticcere francese al concorso nazionale della categoria nel 1989 e il più giovane ad aver vinto questo riconoscimento. Ad accompagnarli, oltre ai tè, c’è anche un buon caffè in grani del Costa Rica. In sala, Nicolas Brosse e Barbara offrono un servizio attento e mai invadente animato da una passione sincera per un servizio di qualità.

A due passi da qui, quasi di fronte, una deliziosa piazzetta dall’atmosfera rasserenante, lo square Récamier: Hermès sembra aver scelto con oculatezza un’isola in piena bolgia cittadina, un approdo pacifico per i cultori del bello e del buono.

Domenico Biscardi – Incroyables et Merveilleuses (mideco@gmail.com)

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One Comment Add yours

  1. aldopalaoro ha detto:

    E se un domani avessimo un marchio del lusso chiamato Mangano? Chiara l’allusione? 🙂   Aldo personal a_palaoro@yahoo.com

    ________________________________

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