Rauwkost a Rotterdam per il World Food Festival

_MG_1735Avevo scritto un post pochi giorni fa in merito al World Food Festival che si tiene a Rotterdam fino al 27 ottobre. Un programma ricco di eventi, degustazioni, dibattiti, incontri con chef e produttori, un viaggio nella gastronomia locale e non solo.  Bene, fin qui niente di nuovo direte voi; potrebbe sembrare un evento come i tanti (forse troppi) appuntamenti culinari che ormai invadono il nostro Bel Paese.

Ma vi sbagliate. Sarà il fascino del nord Europa e di altre culture, ma l’evento dedicato al cibo che ha letteralmente invaso Rotterdam in diverse location cittadine, credo sia veramente da vedere. Non solo per i più classici appuntamenti legati al gusto che possono ricordare quelli “di casa nostra”, ma anche per lo stile, la creatività, il design, la ricerca, lo spirito europeo che si respira in ogni dove. Mi riferisco in particolare ad un evento a cui ho partecipato domenica scorsa: il Rauwkostun appuntamento “esclusivo” ma alla portata di tutti nell’ambito del ricco programma del World Food Festival.

In una location incredibile (il tetto della Hofbogen trasformato in una “terrazza-per-un-giorno” con vista sullo skyline di Rotterdam circondati da palazzi, metropolitana e treni) Jim de Jong  e DJ Wooldrik famosi chef del Central East District – hanno invitato i loro colleghi a pensare all’essenza del loro lavoro. Utilizzando risorse e mezzi limitati, in un ambiente non proprio consono a una cucina, hanno creato delle portate servendo cibo di qualità su piatti di carta. Il risultato? Sorprendente.

Rauwkost (letteralmente “verdure crude”) è stato un festival gastronomico unico, contemporaneo dove si è potuto vedere, in un solo giorno, cosa accade a Rotterdam nel campo culinario. 10 chef (Jim de Jong – Restaurant de Jong; Marnix Benschop – Matroos en het Meisje;  DJ Wooldrik – Bird; Floris Versluis – In de Keuken van Floris; Robbert van Gammeren – Fritschy; Marco Somer – Harmony;  Marcel van Zomeren – IDRW Restaurant InDenRustWat; Sjaan van der Vaart – Chez Sjaan) hanno preso parte alla “sfida” in una cucina esterna con barbecue, spiedi o bagnomaria trovandosi nella vita reale, in mezzo alla folla, lontano dall’ambiente sicuro del loro ristorante, ma su una suggestiva terrazza con tavoli in legno, panche, luci, festoni e fiori. Ognuno di loro ha preparato nelle 10 cucine dal vivo piccoli piatti con cui  ha espresso un assaggio della sua visione del mondo culinario ad un prezzo che variava dai 4 ai 12 euro.

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Io ho assaggiato le ostriche di Marnix Benschop, la salsiccia di Robbert van Gammeren e i piatti (tra cui un caprino con barbabietola delizioso) di Marco Somer e posso assicurarvi che ne è valsa la pena!

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