Ad Asti, a settembre, si brinda con le rondini

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Torre Trojana – Foto tratta da gazzettadasti.it

La Torre Trojana di piazza Medici è uno dei simboli della città di Asti. Conosciuta anche come Torre dell’Orologio, fu costruita nella seconda metà del XIII secolo dalla famiglia Troya, tra le più importanti dell’aristocrazia mercantile locale. Alta 44 metri, ha una pianta quadrata ed è caratterizzata da tre ordini di bifore con archi a tutto sesto e da decorazioni ad archetti in cotto e arenaria. In seguito all’acquisizione comunale avvenuta nel XVI secolo, nella Torre furono posizionati l’orologio civico e una campana che aveva lo scopo di scandire le ore e dettare, con i suoi rintocchi, avvisi di interesse pubblico. La campana bronzea che oggi fa capolino dall’alto della Torre risale al 1531: fu realizzata per sostituirne una precedente che venne fusa e trasformata in cannoni, ed è tra le più antiche ancora oggi in funzione.

Una delle caratteristiche che rendono questo luogo davvero unico è che la Torre Trojana, oltre ad essere una delle torri medioevali più alte del Piemonte è anche l’unica visitabile della città. E salendo una scala in legno di 199 gradini si raggiunge il piano dei merli, splendido punto panoramico da cui si gode una vista a 360 gradi sul centro storico e sulle colline circostanti. Per questo motivo da alcuni anni nel mese di settembre, nell’ambito dei festeggiamenti per la Douja d’Or (la 47^ edizione si terrà dal 6 al 13 settembre), è possibile degustare un originale aperitivo “tra le rondini”. E brindare qui con i vini tipici dell’astigiano godendo di una vista e di profumi letteralmente inebrianti non ha eguali.

Una delle particolarità di Asti, città ancora a misura d’uomo caratterizzata da strette vie medioevali, piazze ottocentesche, chiese barocche e da una imponente cattedrale gotica è quella di essere una città di Torri (nel 1691 se ne contavano più di 120). Oggi ne rimangono oltre una decina e sarà bello scoprirle camminando per le strade cittadine ricordandosi però, passo dopo passo, di alzare lo sguardo verso il cielo.

Costruite sicuramente per una funzione difensiva, le torri hanno sempre espresso la magnificenza, la potenza e la ricchezza delle famiglie che le edificavano, per questo quando il Comune decise di porre un limite alla loro altezza si iniziarono a costruire torri più ampie alla base.

Ne è un esempio la Torre dei Ponte di Lombriasco inserita nel palazzo Gazelli di Rossana, all’angolo tra via Quintino Sella e via San Martino. Anche se mozzata nel XVII secolo, mostra la sua maestosità grazie agli otto metri di lato, ai muri massicci e alle poche aperture che la contraddistinguono.

In corso Alfieri sorge invece la Torre Rossa del I secolo d.C., testimonianza della Asti romana, un tempo parte delle cosiddette porte urbiche che davano accesso alla città, mentre in piazza Statuto si eleva una delle più antiche torri medioevali di Asti: Torre Guttuari che possiede una merlatura ghibellina a coda di rondine.

La Torre Comentina di corso Alfieri angolo piazza Roma è, insieme alla Torre Trojana, l’unica ad aver mantenuto l’altezza originale. Chiamata per secoli anche Torre di San Bernardino, dal nome della vicina Chiesa a cui fungeva da campanile, venne usata come postazione di comando per la corsa del Palio che si svolgeva un tempo in Contrada Maestra. Sempre in corso Alfieri, ma all’angolo con via Roero, si trova l’unica torre ottagonale della città. Alta 27 metri in origine era più alta di tre piani ed apparteneva ad un complesso difensivo molto articolato che comprendeva altre due torri: per questo motivo ancora oggi il luogo è conosciuto come l’angolo dei tre Re.

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