Piemonte in vetrina: la Pasticceria Roletti

La pasticceria Roletti di San Giorgio Canavese (To), ampiamente descritta nel libro “I Caffè storici” pubblicato per Celid con l’architetto Costantino, conserva gelosamente le ricette delle sue creazioni così come continua a proporre confezioni in eleganti scatole di latta e a curare i candidi pizzi delle vetrine. Già da fine ‘800 le Guide Paravia, così attente agli interessi della clientela e sempre tese a dare un servizio impeccabile, informavano i torinesi che tra gli esercizi da segnalare della provincia era nata una pasticceria in San Giorgio Canavese; a tale singola eccellenza si aggiunsero poi una serie di esercizi commerciali che davano il tono di un paese che Antonio Bertolotti nel secondo volume delle celebri Passeggiate nel Canavese del 1868 definiva “l’Arezzo non solo del Canavese ma del Piemonte e forse anche d’Italia”.

Nel secolo XIX San Giorgio era infatti anche la dimora prediletta di Teresa Belloc, celebre interprete rossiniana, che nel 1815 si fece costruire la splendida villa ancor oggi esistente e sede di numerosi set cinematografici, forse disegnata dal celebre incisore sangiorgese Michele Pechenino e poi ampiamente ristrutturata in senso funzionale dal barone Malfatti di Monte Tretto.  Inoltre, nel vicino Castello di Agliè soggiornava d’estate il duca di Genova con la famiglia.

In questo ambiente culturale e politico così vivace si stabilì la famiglia Roletti, originaria di Colleretto Castelnuovo, in Valle Sacra, che ambiziosamente si rivolse a quel tipo di clientela ottenendone immediati riconoscimenti: nel 1896, anno di apertura, il brevetto del duca di Genova, nel 1923 quello della regina Margherita e nel 1933 quello della duchessa di Pistoia Lidia d’Arenberg. Il fondatore Giuseppe Roletti detto Pinot fece restaurare l’intera facciata tra il 1910 ed il 1914 su disegno del fratello Antonio detto ‘l colonel,’ segretario comunale e geometra, che le diede armonia e unitarietà in stile Secessione viennese, portando l’ingresso sulla centrale via Carlo Alberto, antica strada che collegava il castello con il borgallo di Ritania.

La devanture rappresentata da vetrine in luce, ovvero collocate all’interno delle cornici architettoniche senza aggetti, mette in mostra un intaglio ligneo a motivi lineari e geometrici di grande eleganza, sottolineati dalle venature naturali del larice. Alla sala vendite si accede  attraverso una bussola con vetri a cattedrale che riproducono gli stemmi reali, realizzati per celebrare i brevetti ottenuti; l’ambiente è raccolto e discreto, l’alta boiserie a scaffali presenta e valorizza i prodotti del territorio e al di sopra sono incorniciati i brevetti originali.

L’alto bancone da bar si distingue per il piano in lega zama, composta da zinco, alluminio e magnesio, la fontanella per l’acqua e l’artistico marchio della “Premiata Ditta Mazzetti di C. Gandolfo Torino”, che nella Guida Paravia del 1921 si pubblicizza come “antica e premiata fonderia e Torneria per la produzione di banchi e oggetti di stagno per Caffè, Alberghi, Negozianti di Vino e Gelaterie”.

La tradizione è quella delle più antiche pasticcerie piemontesi: Giuseppe Roletti (Pinot) andò a bottega a Torino, e aprì il suo esercizio il 5 gennaio 1896. Nello stesso anno ricevette anche il primo brevetto ducale, segno evidente dell’eccellenza e dello spirito imprenditoriale di questo capostipite.

Le ricette originali di Pinot, che comprendono creazioni come quella dei “Biscotti della Duchessa”, si trasmettono inalterate per generazioni: passano al figlio Luigi, al nipote Giuseppe e al pronipote Pier Luigi. Ciò che cambia con il trascorrere degli anni sono le “strategie” di mercato e di produzione: è piacevole, ad esempio, ripercorrere il breve periodo di sperimentazione semi-industriale con la vecchia insegna degli Anni Trenta a firma Albano Macario & C., ditta torinese specializzata in specchi e vetrate artistiche.

L’insegna, in metallo centinato e dipinto,  reca la scritta “ISDAR – Industria Sangiorgese Dolciumi ed Affini Roletti –Biscottificio elettrico specialità panettoni biscotti al cacao caramelle al frutto”.

Oggi il pronipote Pier Luigi continua con le meraviglie gastronomiche che hanno fatto la fortuna della pasticceria, puntando su preparazioni eccellenti come lo zabaione all’Erbaluce di Caluso, preparato in pentole di rame fabbricate nelle valli Orco e Soana; mentre il fratello Stefano, ideatore turistico, ne promuove l’immagine.

Antonella Pinna (antopinna1972@libero.it)

 

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