La foto della settimana: Letizia Battaglia

Letizia Battaglia, Nella spiaggia dell’Arenella la festa è finita, 1986, 40x50 cm
Letizia Battaglia, Nella spiaggia dell’Arenella la festa è finita, 1986, 40×50 cm

Sono trascorsi tanti anni, ma quelle immagini sono ancora qui a turbarmi”. Immagini di vita, di cronaca e di morte. Quella che lei, la fotografa Letizia Battaglia, ha vissuto, sviscerato e documentato dal 1974 quando nella sua Palermo diventa fotografa e direttrice del team fotografico del quotidiano L’Ora. Lei, la prima donna europea a ricevere nel 1985 a New York il premio “Eugene Smith per la fotografia sociale”, lei che nonostante i soggiorni a Parigi e il richiamo americano non ha mai del tutto abbandonato la sua città.

Palermitana, classe 1935, Letizia Battaglia inizia la sua attività di fotografa a Milano, nel 1972, per supportare gli articoli che pubblica sulle riviste come freelance. Nel 1974 torna a Palermo come responsabile del servizio fotografico del quotidiano L’Ora. Con lei collaborano diversi giovani, tra i quali Franco Zecchin, che sarà poi per vent’anni suo compagno di lavoro e di vita.
Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”.

Nel 1974 crea l’agenzia “Informazione fotografica”, frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Qui si formano i fotografi Luciano del Castillo, Ernesto Bazan, Fabio Sgroi, nonché la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l’inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.

Quarant’anni di storia italiana davanti al suo obiettivo, oggi divisi tra “Cronaca”, “Rielaborazioni” e “Gli Invincibili”, progetti con e da Pier Paolo Pasolini a Rosa Parks passando per Falcone e Borsellino, quelli che “non necessitano di ulteriore spiegazione, parlano da sè“, commenta. Una donna e il suo grandangolo, reporter di un’epoca e di una città, che oggi ripensa ai “lunghi 18 anni in cui fotografai tutto il fotografabile di Palermo, per il mio quotidiano. Tutto. Pure le partite di calcio. Ma soprattutto la miseria, i morti ammazzati, gli arrestati, le bombe, i processi, la spazzatura, i feriti, i fascisti, le bambine, le donne, le manifestazioni, gli umiliati. Fotografavo, incamerando dentro tutto il dolore civile possibile, tutta la rabbia accumulati in testa, nel cuore e non so dove ancora”.

Il suo primo punto di riferimento in ambito fotografico è Diane Arbus, ritenuta una sorta di “maestra assente”; poi scopre altri autori, li incontra, li ama. Si appassiona specialmente al lavoro delle donne fotografe: Mary Ellen Mark, Sally Mann, Lisetta Carmi, Sylvia Plachy. Suoi sono gli scatti all’Hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.

Con il passare degli anni Letizia Battaglia diviene una fotografa di fama internazionale, ma non è solo “la fotografa della mafia”. Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.

Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli Anni ’80 e i primi Anni ’90. È stata consigliere comunale con i Verdi, e assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è stata eletta deputato, nell’XI Legislatura, all’Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.

Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale Mezzocielo, realizzata da donne e nata da una sua idea nel 1991. Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si è trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, per poi tornare, nel 2005, nella sua Palermo.

Premi:

1985 a a New York, ex aequo con l’americana Donna Ferrato, l’ Eugene Smith Grant; 1986 il New York Times Award;                                                                                               1999 a San Francisco il Mother Johnson Achievement for Life; 2007, in  Germania, il Dr. Erich Salomon Preis;                                                     2009, ancora a New York, il Cornell Capa Infinity Award

Pubblicazioni:

Fra i suoi libri pubblicati in Italia, si ricordano:

Siciliana (testi di Giovanna Calvenzi, Claudio Fava, Michele Perriera), Belvedere Electa, 2006; – Passione, Giustizia. Libertà (testi di Alexander Stille, Renate Siebert, Roberto Scarpinato, Leoluca Orlando, Simona Mafai, Melissa Harris, Angela Casiglia Battaglia), Federico Motta Editore, 1999;

Dovere di cronaca (con Franco Zecchin), Peliti, 2006.
Giovanna Calvenzi

Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni, Bruno Mondadori, 2010, pagg. 192, € 17,00.
Testi di: Giovanna Calvenzi, Santi Caleca, Alberto Roveri, Franco Zecchin, Giuseppe Di Piazza, Simona Mafai, Sergio Di Giorgi, Giovanni Sollima, Leoluca Orlando, Giovanni Senzani, Donna Ferrato, Melissa Harris, Anna Winand, MariaChiara Di Trapani, Letizia Battaglia.

Alcune mostre

Palermo amore amaro, 1986, Palermo.

Fotografie dalla Sicilia, 2002, Cantieri Culturali della Zisa, Palermo.

Sorelle, 2003.

Passione, giustizia e libertà Metis-nl Amsterdam, Olanda.

Omaggio a Letizia Metis-nl, Amsterdam, Olanda.

Expo Fotografe Italiane, Hasseblad center, Germania.

Passione, giustizia e libertà, 2006, Torino.

Siciliana, Galleria Belvedere, Milano, 2006.

Dovere di cronaca,  Festival Internazionale di Roma.

Letizia Battaglia 1974 – 2011, palazzo Chiaramonte, Palermo pride 2011

Attraverso le tenebre: Goya, Battaglia, Samorì, 2010, Raccolta Lercaro, Bologna

Galleria d’Arte Paola Meliga (meliga.artgallery@gmail.com)

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