Ode al Limone (di Siracusa IGP)

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Fabio Moschella

Il Limone di Siracusa IGP è stata una bellissima scoperta. Non solo per il suo gusto e i suoi profumi, ma anche per le caratteristiche che lo contraddistinguono e per la sua “storia”.

Ho avuto modo di imparare qualcosa su questo fantastico prodotto della nostra terra durante il mio viaggio in Sicilia, grazie ai suggerimenti di Corrado Assenza e alla guida di un mèntore d’eccezione: Fabio Moschella, presidente del Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa IGP.

Forse non tutti lo sanno, ma in Sicilia si coltiva il 90 per cento della produzione nazionale di limoni, la cui varietà più diffusa è quella del Femminello Siracusano. Il limone rappresenta il 5,4 per cento degli acquisti di frutta fresca in Italia per un volume totale di 244 mila tonnellate e, insieme al prodotto nostrano, sulle nostre tavole si consumano limoni importati da Spagna, Argentina, Turchia, Sud Africa e Uruguay. Nel nostro Paese ben 6 limoni hanno ottenuto il riconoscimento IGP: il Limone di Siracusa, il Limone Interdonato di Messina, il Limone Femminello del Gargano, il Limone Costa d’Amalfi, il Limone di Sorrento e il Limone di Rocca Imperiale, mentre in ambito UE ve ne sono soltanto due: Citricos Valencianos (Spagna) e Citrinos do Algarve (Portogallo).

Il Limone di Siracusa IGP, che è la più importante produzione sia in Italia che in Europa (con 5 mila 300 ettari coltivati che rappresentato il 42 per cento della superficie nazionale), a seconda delle tipologie si distingue in Primofiore, Bianchetto o Maiolino (o limone primaverile) e Verdello (o limone d’estate). Ognuna di queste, oltre ad avere caratteristiche differenti in merito a forma, buccia, polpa e colore, differisce anche per il periodo di raccolta che è rigorosamente manuale: il Primofiore dal 1° ottobre al 1° aprile; il Bianchetto dal 15 aprile al 30 giugno; il Verdello dal 1° luglio al 30 settembre. Prodotto nei comuni di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Sortino, Floridia, Solarino, Avola, Noto e Rosolini, dal 2000 è tutelato dall’omonimo Consorzio che è nato proprio per la sua promozione.

Il Limone di Siracusa IGP è ricchissimo di vitamina C e di sali minerali, ha un’elevata resa in succo e un’alta qualità di oli essenziali. Dissetante, aromatico, digestivo, astringente, diuretico è consigliato per la cura di alcune patologie come influenze o calcolosi renale ed è molto utilizzato anche nel settore della profumeria.

Io ho avuto la fortuna di visitare una delle più importanti aziende di produzione di Limone di Siracusa IGP da agricoltura biologica certificata, nata nel 1950 ed estesa su 110 ettari: la Campisi Italia. Qui mi hanno spiegato come avviene la raccolta dei limoni e la tracciabilità del prodotto, la loro selezione e ho imparato a riconoscerne la freschezza. Come? Semplice: se il limone è fresco e non trattato, grattando la buccia con l’unghia della mano si percepiscono gli oli essenziali e i composti aromatici che ne misurano la genuinità. Ho anche scoperto che i limoni dovrebbero proseguire la catena del freddo con cui vengono confezionati (e quindi mantenere una temperatura che va dai 6 ai 10 gradi anche nei banchi dei supermercati!) e che più il limone è verde, più è ricco di composti aromatici e più è interessante dal punto di vista sensoriale: per questo viene scelto da grandi case come Hermes, Dior o Chanel per le proprie linee di cosmesi e profumeria.

Ma questa azienda, che possiede 35 mila piante, che confeziona in media 500 quintali al giorno di limoni (venduti non solo in Italia ma anche in Germania, Austria, Svizzera, Francia e Danimarca) e che destina il 30 per cento della propria produzione all’industria dei succhi e degli oli essenziali, è anche famosa per un altro motivo. Qui è stato infatti girato il video Someone New della rock band norvegese Kakkmaddafakka conosciuta per le performance  dal vivo piene di energia e per il fatto di cantare in Ballabang, “lingua” nata e sviluppata in quel di Bergen negli Anni 90 da un sotto-gruppo culturale che lo usava come lingua codice per le chat sul web.

E al limone anche Pablo Neruda si è ispirato per una sua poesia intitolata proprio Ode al limone: Da quei fiori sciolti dalla luce della luna, da quell’odore d’amore esasperato, immerso nella fragranza, sorse dall’albero del limone il giallo, dal suo planetario discesero i limoni sulla terra. 

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3 Comments Add yours

  1. Fabio Moschella ha detto:

    Grazie Sarah, sei bravissima e un po’ troppo buona !
    Fabio

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    1. sarahscaparone3 ha detto:

      Grazie a te Fabio e a presto!

      Mi piace

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