Gino Sorbillo e La Casa della pizza

Nel quartier generale di via dei Tribunali a Napoli, Gino Sorbillo ha realizzato un  sogno. Far rivivere la casa dove viveva zia Esterina, la prima di 21 figli tutti pizzaioli. E così nei locali sopra la storica pizzeria che arriva a sfornare anche 1500 pizze al giorno, Gino ha aperto La Casa della Pizza: “un luogo per Napoli e per quelli che credono nella città – spiega – che vuole essere un posto dedicato alla mia famiglia, alla pizza e alla mia terra”.

E si sta bene qui, tra le alte mura di un caseggiato storico dove convivono l’arte e la semplicità e ci si sente a casa. Nel vivo fragore dei Tribunali tra il chiasso, il colore e il calore della gente La Casa della Pizza sembra un posto fuori luogo, ma non è così. Perché qui si continua a scrivere parte della storia della pizza napoletana e perché basta affacciarsi ai suoi balconi per respirare la vera anima della città.

La stessa che racconta questo luogo, fatto di sacrifici, impegno e tanto amore per una famiglia ed un mestiere che si porta avanti da generazioni. Lo respiri negli ambienti elegantemente ristrutturati, nell’attenzione posta nella scelta degli oggetti di arredo, nelle tante opere di artisti locali appese alle pareti (uno tra tutti lo scultore Riccardo Dalisi), dagli occhi di Gino che diventano lucidi quando racconta dei suoi ricordi, dell’infanzia, della figura di questa donna forte e determinata grazie alla quale ancora oggi la tradizione prosegue. E non è un caso che proprio nel luogo dove zia Esterina dormiva, Gino Sorbillo abbia deciso di posizionare la sua scrivania ed il suo studio: lui sente questo luogo, vibra con esso.

_MG_6154E la magia c’è, te ne accorgi appena entri. Ogni dettaglio racconta qualcosa ed ha una sua storia legata alla casa, alla pizzeria, alla famiglia Sorbillo. Ma La Casa della Pizza non è solo un luogo aperto agli amici, a quanti abbiano bisogno di un punto di incontro e a coloro che credono in questa città. La Casa della Pizza vuole diventare un vero e proprio punto di riferimento per questo prodotto del Made in Italy, tant’è che Gino Sorbillo ha iniziato a costruire e a sistemare un archivio della pizza fatto di documenti storici, articoli, immagini legate alla città e al suo prodotto principe.

E c’è tanto dell’eclettico Gino in questo ambiente dove storia e modernità si intrecciano indissolubilmente. Delle sue passioni, tra cui il ciclismo, della creatività e della grande libertà e bontà d’animo che lo contraddistinguono. “La Casa della Pizza – sostiene Sorbillo – è nata per essere un punto di riferimento per raccontare di questa tradizione partenopea e per ospitare tutti coloro che credono, come me, che sulla pizza c’è ancora molto da scoprire e va fatto insieme, in un’ottica di collaborazione. L’essenza di questo luogo vuole favorire lo scambio culturale per crescere insieme, esprimere giudizi, e migliorare sempre di più il prodotto che ha reso grande Napoli nel mondo”.

E qui, dove non manca una cucina con un forno a gas che all’occorrenza si trasforma in un forno a legna, Gino Sorbillo mi racconta di un altro suo progetto che vedrà la luce entro il mese di maggio. Si tratta di una nuova pizzeria con soli 45 posti a sedere e sette pizze in carta che Gino aprirà in via Partenope 1. “Sarà un salotto – commenta – dove la pizza dei vicoli di Napoli si veste di nuovo e diventa chic” scherza il pizzaiolo che da alcuni mesi è anche tra i volti noti de La Prova del Cuoco. Il locale, Gino Sorbillo lievito madre al mare, sarà gestito dal fratello Antonio, suo braccio destro da sempre. Poche proposte gourmet e piccoli numeri con un’elevata attenzione per le materie prime utilizzate: dal pomodoro di Corbara a quello del Piennolo o al San Marzano, dal fiordilatte di Mimmo La Vecchia del Casolare al Conciato Romano de La Campestre, dalle olive di Miccio del Vesuvio ai capperi La Palma di Aversa (Ce) o al prosciutto irpino senza dimenticare una selezione di birre artigianali e di vini campani d’eccellenza.

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2 Comments Add yours

  1. Tina Di Benedetto ha detto:

    direi un best. Un passaggio obbligato

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    1. sarahscaparone3 ha detto:

      La sua famiglia fa parte della storia della pizza napoletana

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