Meggiolaro e la porchetta veneta

C’è sempre una prima volta. Anche nel cibo. Bene, devo ammettere che circa tre settimane fa ho mangiato la prima porchetta della mia vita. Ed era veneta. Sì, avete capito bene. La produce artigianalmente dal 1996 a Stra (Ve) la famiglia Meggiolaro ed è una vera delizia.

Alessandro e la moglie Arianna (simpaticissimi) erano miei vicini di stand a Taste a Firenze e per tre giorni ho avuto modo di osservare il loro prodotto, di assaggiarlo, di ascoltare la sua storia e di riscontrare con i miei occhi il suo successo nel pubblico di curiosi, estimatori e appassionati che letteralmente hanno assediato ininterrottamente il loro spazio espositivo.

Come mai direte voi? Semplice. La qualità delle materie prime utilizzate, una lavorazione artigianale che rispetta il prodotto, un gusto delicato e raffinato, una consistenza tale da sciogliersi letteralmente in bocca.

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Alessandro Meggiolaro

L’azienda è fondata dal papà di Alessandro, Nello, che insieme alla moglie Maria inizia quest’avventura con una piccola produzione artigianale di alta qualità diventando da subito un punto di riferimento nel settore. Oggi in azienda lavorano anche Alessandro e la sorella Gessica, mantenendo quella tradizione nella lavorazione che ha reso il prodotto unico ed apprezzato in tutta Italia.

Qui si realizzano oltre alla porchetta al forno anche il trancio di porchetta al forno, la coscia con e senza osso al forno, la coscia in rete al forno con spezie, lo stinco di maiale al forno, il roastbeef, il rotolo di vitello al forno e il rotolo di tacchino con pancetta.

I maialini utilizzati per la produzione della porchetta sono di provenienza rigorosamente nazionale, mentre le cosce sono selezionate in Olanda: più magre e rosate rispetto a quelle nostrane. La lavorazione è lunga, ma visti i risultati non si potrebbe chiedere di meglio! Dopo aver disossato il maialino e la coscia, che serve per riempirlo, il tutto viene speziato con aglio e rosmarino rigorosamente freschi. Il prodotto viene poi confezionato creando la classica forma della porchetta e viene cotto per più di venti ore a bassa temperatura e completamente arrosto. Dopo essere stata tolta dal forno la porchetta viene raffreddata e, se di piccola taglia, confezionata sottovuoto. Totalmente priva di additivi è venduta in formati che vanno dai 14 ai 16 chilogrammi, ma su ordinazione si può scegliere anche tra 12 e 35 chili.

Il mio assaggio del cuore, visto che siamo in vena di confessioni, è stato però un altro: la coscia al forno. Rosa, delicata, naturale, dolce, buonissima. La proponevano in assaggio affettata con il coltello e servita con un pizzico di sale. Credo non la dimenticherò mai. Una consistenza così morbida non l’avevo mai sentita. Anche in questo caso la lavorazione prevede una cottura di oltre 20 ore in forno a bassa temperatura e questo permette di ottenere ed esaltare le caratteristiche principali del prodotto: morbido, fragrante e come ho già detto, delicato. Non contiene additivi, è confezionata senza l’aggiunta di spezie ed è il prodotto di punta dell’azienda. Tenetelo presente.

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