L’emozione di uno sguardo: Robert Capa a Torino

C’era un silenzio irreale sabato mattina alla mostra di Robert Capa a Torino. Si percepiva tra i visitatori un rispetto profondo per quegli scatti, per ciò che simboleggiano e per il fotografo ebreo nato a Budapest che con la sua Leica li ha resi eterni.

C’era un’atmosfera quasi surreale di fronte a quelle immagini, come se osservandole ognuno di noi fosse proiettato dentro la scena in quegli stessi posti, in quelle situazioni, con quelle persone, in uno spazio senza luogo e senza tempo. Soldati, politici, manifestanti, ribelli, gente comune: potevi ascoltarli parlare, leggere nei loro pensieri, percepirne gioie e drammi,  sentire le grida di dolore, il rumore della guerra, gli spari, le voci di un’innocenza perduta troppo in fretta. Nonostante siano passate decine e decine di anni oggi come allora i volti parlano ancora, gli occhi continuano a esprimere ciò che quella frazione di secondo ha immortalato per sempre.

20130319

Avrebbe compiuto cento anni, nell’ottobre del 2013, Robert Capa. E invece morì in Indocina, mettendo un piede sopra una mina antiuomo, nel 1954. Lui che nel 1938 fu definito il più grande fotografo di guerra del mondo grazie agli scatti realizzati durante la guerra civile spagnola. Lui che ha fotografato la seconda guerra mondiale, coprendo lo sbarco delle truppe americane a Omaha Beach nel D-Day, la liberazione di Parigi e la battaglia delle Ardenne. Lui che nel 1947 fondò la Magnum Photos con Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert. Lui che era amico di Pablo Picasso ed Ernest Hemingway.

Dal 15 marzo al 14 luglio 2013 Torino celebra Robert Capa con un’importante retrospettiva patrocinata dal Comune e organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos. L’esperienza bellica fu al centro della sua attività di fotografo: iniziò come fotoreporter durante la guerra civile spagnola (1936-39), proseguì attestando con i suoi scatti la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone (1938), la seconda guerra mondiale (1941-45) e ancora il primo conflitto Arabo-Israeliano (1948), e quello francese in Indocina (1954), durante il quale morì a soli 40 anni.
 Fu tra i primi a capire l’importanza del mezzo fotografico come arma di denuncia e di testimonianza, i suoi reportages comparirono sulle più importanti riviste internazionali, fra le quali Life e Picture Post. 
Durante la sua breve e folgorante carriera, riuscì a documentare cinque guerre, con quel suo modo di fotografare potente e toccante allo stesso tempo, senza alcuna retorica e con un’urgenza tale da spingersi a scattare a pochi metri dai campi di battaglia, fin dentro il cuore dei conflitti. Non gli fu difficile raccontare gli esuli, i soldati feriti, la popolazione civile stremata perché conosceva molte delle esperienze di coloro che aveva ritratto.

Egli stesso era stato un rifugiato politico, aveva provato in prima persona la fame, il dolore della perdita, la fuga dalla furia dell’antisemitismo nazista, esperienze che lo portarono a provare una profonda empatia, un’intima fratellanza con i protagonisti delle sue fotografie.
 Le sue immagini colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza, per l’umanità che riescono a comunicare: più che le battaglie, Capa racconta gli eventi bellici attraverso gli sguardi della popolazione civile, dei bambini, e di tutti i sopravvissuti che, nonostante le perdite e la distruzione, riescono, con ammirevole forza e dignità, ad andare avanti: immagini che sono entrate in maniera indelebile nell’immaginario del Novecento.

L’esposizione allestita a Palazzo Reale racconta il percorso umano e artistico di Capa attraverso 97 fotografie in bianco e nero, raggruppate in undici sezioni: Leon Trotsky (1932), France (1936-1939), Spain (1936-1939), China (1938), Britain & Italy (1941-1944), France (1944), Germany (1945), Eastern Europe (1947-1949), Israel (1948-1950), Indochina (1954), Friends. Si può visitare dal martedì alla domenica con orario 9.30 – 18.30.

20130319a
Robert Capa © International Center of Photography
FRANCE. Paris. October 1936. Man and boy at Popular Front rally.
Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Badev ha detto:

    Grazie Sarah, per aver radunato qui i tratti e le tappe principali di un fotografo grandissimo. Io ne ho parlato più “romanticamente” sul mio blog, ma i fatti sono importanti! Un saluto 🙂

    Mi piace

    1. sarahscaparone3 ha detto:

      Andrò a leggerlo molto volentieri. Grazie e un saluto a te!!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...