Piemonte: un viaggio di scoperta

Con oggi si apre un nuovo appuntamento del blog dedicato al Piemonte e a Torino. Lo curerà all’interno di questa sezione il mio amico Paolo Barosso, appassionato di storia e cultura piemontese. Giornalista pubblicista, laureato in Giurisprudenza, si occupa da anni di uffici stampa legati al settore culturale e all’ambito dell’enogastronomia. Assaggiatore Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini), è iscritto a varie Associazioni nel campo della tutela dei beni culturali e storico-artistici. Collabora e ha collaborato, scrivendo di curiosità storiche e culturali legate al territorio piemontese, con testate e siti internet tra cui piemontenews.it e torinocuriosa.it, oltre che con il mensile cartaceo Panorami (Vallate Alpine Occidentali).

La rubrica, che avrà cadenza quindicinale, è raccontata da Paolo così: “In questo spazio cercherò di tratteggiare il volto di questa terra antica, composta da un mosaico di fertili pianure e di colline rivestite di viti, boschi e noccioleti, punteggiata di borghi castellati, di abbazie medievali, di città ricche d’arte e di storia, ma soprattutto definita nel suo orizzonte geografico dalla cerchia alpina, che la racchiude in un abbraccio protettivo. Una corona di vette che, cingendo il Piemonte quasi da ogni lato, sembra condannarlo all’isolamento, ma che, in realtà, non è mai stata percepita come una barriera capace di impedire traffici e scambi, bensì come un terreno d’incontro e di fusione, che ha favorito il formarsi di un’affinità culturale tra le popolazioni stanziate sui due versanti alpini. Lo dimostra, ad esempio, l’esistenza plurisecolare degli Stati Sabaudi che poggiarono le proprie fortune sul controllo dei valichi alpini e che seppero riunire in sé regioni come Savoia, Nizza, Vaud, Piemonte e Val d’Aosta, separate dallo spartiacque alpino, ma affratellate da radici storiche e culturali comuni. Una terra di transiti, dunque, dai primi mercanti greci che attraversavano le Alpi partendo dalle basi commerciali di Provenza alle tribù celtiche e liguri stanziate lungo le valli, dagli eserciti di Cesare impegnati nelle Guerre Galliche ai vari signori, re e principi d’Europa che si avvicendarono bramando il dominio del Piemonte o concependolo come trampolino di lancio verso ulteriori conquiste. Abituati da secoli a guerreggiare per difendersi dai conquistatori esterni, gli abitanti del Piemonte hanno sviluppato una proverbiale inclinazione alla riservatezza che, da un lato, può rivelarsi un limite, ostacolando la divulgazione conoscitiva delle ricchezze culturali, paesaggistiche e storiche di questa terra, ma che, dall’altro lato, rende più affascinante e appagante il viaggio di scoperta. Vi invitiamo con questa rubrica ad intraprenderlo“.

Rievocazione della battaglia dell'Assietta: uno dei momenti più significativi nella storia del Piemonte moderno. Foto di Paolo Barosso
Rievocazione della battaglia dell’Assietta: uno dei momenti più significativi nella storia del Piemonte moderno. Foto di Paolo Barosso

 

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