Acqui Terme: dal Brachetto al benessere olistico

Acqui Terme è un piccolo gioiello in provincia di Alessandria. Ribattezzata Aquae Statiellae dai Romani, che la fondarono intorno al II secolo a.C., la città conserva numerose testimonianze di quell’epoca, come gli archi dell’acquedotto un tempo lungo tredici chilometri, oltre a tanti esempi di architettura medioevale tra cui il quartiere Pisterna e il palazzo Robellini.

La caratteristica di questa città è quella di possedere delle sorgenti termali conosciute ed apprezzate in tutto il mondo: Plinio già le declamava come migliori dell’Impero. La più famosa è sicuramente quella della Bollente, fonte che eroga 560 litri al minuto di acqua sulfureo-salso-bromoiodica sgorgando, tra vapori sulfurei, a 75 gradi centigradi nell’omonima piazza situata nel cuore del centro storico cittadino. La Bollente si trova all’interno dell’edicola di marmo in stile ellenico realizzata nel 1879 dall’architetto Giovanni Cerreti e conferisce a questa zona un’aura di mistero e di magia. Una leggenda racconta che un tempo i bambini appena nati erano portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se sopravvivevano venivano chiamati sgaientò, ossia scottati, e ancora oggi questo appellativo contraddistingue gli acquesi doc.

Nel quartiere Bagni, sulla sponda destra del fiume Bormida, si trovano altre sorgenti termali, mentre ai margini del centro storico è situato lo stabilimento conosciuto come Nuove Terme. È però fin dai tempi dei romani che le acque della cittadina alessandrina hanno avuto un impiego terapeutico nelle strutture termali locali e sono oggi indicate per curare, tra le altre patologie, artrosi e tendiniti o problemi legati alle vie respiratorie. L’acqua termale sulfureo-salso-bromoiodica di Acqui è ideale per trattamenti estetici dedicati alla cura del viso e del corpo, cui si aggiungono anche inebrianti massaggi al vino.

Già perché ad Acqui Terme si produce il Brachetto d’Acqui, il vino rosso aromatico della tradizione piemontese, che era amato anche da Cleopatra. Pare avesse virtù afrodisiache e la leggenda vuole che all’epoca dell’Impero Romano, Giulio Cesare prima e Marco Antonio poi facessero precedere il loro arrivo in Egitto proprio da otri di vinum acquense, apprezzato dalla regina per risvegliare gli ardori dei suoi leggendari amanti. Ma il Brachetto era anche il vino preferito dalle classi patrizie e perché dunque non godere anche oggi dei suoi aromi e dei suoi profumi? Il Brachetto, brioso e frizzante, è molto apprezzato dalle donne e spesso è identificato come il vino della seduzione. Dal colore rosso rubino che tende al granato ha un profumo aromatico e intenso, mentre al palato è dolce e delicato e si accompagna perfettamente ad ogni dessert. Lo producono in alcuni comuni dell’astigiano e dell’alessandrino e un’ampia selezione di etichette è in vendita e in degustazione presso l’Enoteca Regionale Acqui Terme e Vino situata proprio nel centro cittadino.

Ma per una giornata dedicata al benessere il mio posto del cuore è senza ombra di dubbio  il Lago delle Sorgenti, una spa curata e moderna, un vero e proprio tempio del wellness olistico, dove farsi del bene. Qui, tra due piscine con acqua termale a 35°, un bagno di vapore termale con cromoterapia e aromaterapia, una sauna finlandese e tre differenti aree relax, sarà possibile prendere parte a delle terapie del suono che richiamano le esperienze terapeutiche d’oriente. La mission di questo luogo è quella di rigenerarsi con l’acqua e riequilibrarsi con i suoni, per cui non stupitevi se nel programma troverete massaggi sonori, trattamenti con campane tibetane o con il planet gong. Fidatevi, starete bene.

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Lago delle Sorgenti – piscina romana
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