Virden

Viaggiare è un’emozione. Sempre. Perchè ti porta lontano, talmente lontano che riesci a guardarti dentro come non mai. Il mio viaggio nel passato è scandito dal tempo, è possibile grazie all’amicizia con Paul e Leasha senza i quali tutto questo non sarebbe mai potuto accadere, è accompagnato da nuovi incontri come quelli con Michele Micetich e Justin Enrietta che sono i fari guida di questo percorso. Arrivo a Chicago quasi per caso e qui, giorno dopo giorno, scopro quanto questi luoghi abbiano in comune con me, quanto io mi senta parte di questo territorio, di questo stato, di questa nazione. Lo so da sempre, ma ora ne ho le prove. Partiamo alla volta di Virden accompagnati dalla Route 66 che nel tracciato originale passava anche da questa cittadina che oggi conta 3500 abitanti. Ci fermiamo al Carbon Hill Museum e Michele mi racconta tutto quello che sa sulla mia storia. Pazzesco. Anche lei arriva dalla provincia di Torino, da Balangero, Nole… E qui la comunità di italiani e piemontesi è talmente forte che c’è anche un luogo chiamato Torino. Trovo date, registrazioni, documenti della prima guerra mondiale, indirizzi, nomi, vie, persone.
Arriviamo a Virden, mi piace. Sento aria di casa. Il paese è in festa per la xmas parade. Justin ci indirizza verso la biblioteca, ma nulla, qui non ci sono indizi per noi. Ma sfoglio “The Virden Reporter” del 19 luglio 1912 che racconta i fatti della settimana in cui è nato mio nonno. E mi emoziono. La scuola è chiusa. Andiamo alla ricerca della chiesa di St. Catherine, ma è bruciata nel 1978 e tutti i documenti ora sono a Springfield. Giriamo per il paese. Paul scatta delle foto stupende, come sempre. È oltre, ha una marcia in più. Guarda con gli occhi, ma scatta con il cuore. E si vede. Leasha documenta tutto quello che succede: è un angelo, mi sta facendo un grande regalo. Io respiro l’aria di questo posto, la memorizzo, la faccio mia. Visitiamo velocemente quello che una volta era il quartiere dei minatori e mi immagino mio nonno che corre vicino alla ferrovia, che cammina lungo la strada, che va in Chiesa. Pare che il tempo si sia fermato. E mi emoziono. Un’altra volta.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. alistra ha detto:

    wow sarah…è tutto come immaginavi tu! sono convinta che sarà un’esperienza e non un semplice viaggio che ti resterà per sempre…smackkkk

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  2. stefano ha detto:

    sembra di essere li con te! brava!

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  3. Willy ha detto:

    Magari trovi anche un Castrale immigrato….ciao Willy

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  4. Alberto ha detto:

    … è incredibile come con i “tuoi post” tu riesca a farci entrare nell’affascinante magia dei “tuoi posti”.
    “… mio nonno che corre vicino alla ferrovia, che cammina lungo la strada, che va in Chiesa.” … queste sono fotografie tra le più belle che hai fatto!

    Un pensiero ed un abbraccio
    Alberto

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